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Strategia Aziendale e Metodologia TenStep
Come produrre di più con meno risorse
Un
importante cliente del settore energetico ci ha richiesto ben 22.000 licenze
di utilizzo della metodologia TenStep.
La
giustificazione è sintetizzata dal
motto coniato da un mio collega:
"Deliver what you need, not
what you order".
La
metodologia TenStep, come altre buone metodologie, è perfetta, ricca
di ogni particolare, pragmatica, flessibile, e adatta a qualsiasi
progetto. La proponiamo indiscriminatamente a tutti i tipi di clienti, i
quali, pur gradendo la ricchezza di contenuti (processi, tecniche,
template, esempi, etc.), spesso restano confusi e spaventati dal gap tra
il livello del loro ambiente ed il modello che propone la metodologia.
Alcuno clienti temono di trovarsi di fronte ad un libro dei sogni,
impossibile da calare nella loro realtà condizionata da abitudini
stratificate e processi universalmente accettati. Ciò non è affatto
vero.
Tutte le
aziende hanno buoni processi, altrimenti lavorerebbero in perdita, ma
hanno anche dei cattivi processi, ed alcuni di questi potrebbero essere
ottimizzati con poco, migliorando la produttività ed i risultati
complessivi dell'impresa. Il miglioramento di alcuni processi può
determinare la sopravvivenza dell'azienda in questi momenti di turbolenza
dei mercati.
Intuizione geniale
L'intuizione
del collega è stata geniale e semplice allo stesso tempo. Anziché proporre
al cliente l'acquisto di un certo numero di licenze di utilizzo della
metodologia e dei servizi di formazione, ha giustificato una indagine
iniziale per comprendere insieme quali processi potevano trarre
immediatamente beneficio dall'adozione della metodologia TenStep.
E' noto che
le persone sono le più resistenti al cambiamento, ma se dimostriamo che il
cambiamento comporta un beneficio per il business, le persone cambiano
opinione e diventano i primi sostenitori del cambiamento, solitamente
temuto.
L'indagine
proposta, replicabile in qualsiasi azienda, è consistita nell'assessment
dei processi in collaborazione con i responsabili di ogni area per mettere
a fuoco la qualità dei processi.
Gli aspetti
indagati in ogni divisione aziendale sono stati:
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Now |
Sintesi dei processi attualmente in uso
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Next Generation |
Cosa cambiare (domanda latente di funzionalità)
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Technology & Logistic |
Tecnologie in uso
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Market & Offers |
Mercato di riferimento e caratteristica dell'offerta
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Finance |
Situazione economica
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Organization |
Organizzazione aziendale
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Legal & regulation |
Vincoli di legge
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Interaction with business environment |
Contesto del settore di industria e rapporti con i
fornitori
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Le domande
sono organizzate in un modello software, utilizzabile in qualsiasi
contesto anche italiano in meno di una settimana per un'azienda di media
grandezza. Il modello consente di
-
determinare
velocemente il grado di efficienza dei processi in uso,
-
evidenziare
i punti di forza ed i punti di debolezza di ogni processo,
-
far emergere
eventuali contraddizioni o sovrapposizioni inutili.
Simile ad un
Capacity Maturity Model (CMM), ma molto più snello, si
tratta di rispondere ad un centinaio di domande con una breve
dichiarazione per determinare insieme la valutazione su una scala da
1 a 5 dell'aspetto indagato.
Il
consulente TenStep ha solo il compito di aiutare i responsabili a fornire
risposte accurate e rispondenti alla realtà. In sostanza, i responsabili
devono descrivere i propri processi, supportati da una serie di
perchè del consulente. Il risultato è che, con i nostri perchè,
emergono con facilità i cambiamenti necessari per migliorare i processi
più critici nel breve e nel lungo periodo.
Lo scopo non
è proporre del downsizing selvaggio, ma di individuare
come produrre di più con le stesse risorse. In pratica, la proposta
dovrà mirare a razionalizzare quelle risorse che altrimenti diventerebbero
un peso. A volte, per razionalizzare è sufficiente informare, coinvolgere,
formare con in mente una strategia complessiva.
Questo
approccio elementare consente di impostare le priorità del cambiamento,
con la consapevolezza degli investimenti necessari e dei possibili ritorni
nel lungo periodo.
Piano di azione
Una volta
riconosciute le aree in sofferenza, è più facile orientare gli investimenti per
migliorare i processi di produzione, attraverso un piano di azioni che può
prevedere anche l'adozione di una metodologia di project management
e non viceversa.
L'obiettivo del piano è conseguire dei miglioramenti e non
semplicemente adottare una metodologia.
Oggi è
necessario eliminare gli sprechi e adeguare le tecnologie ove
necessario. L'alternativa è andare fuori mercato.
Il project
management è solo un ulteriore strumento per fare meglio, ma le
inefficienze vanno prima riconosciute dall'interno e poi affrontate con
l'aiuto di un consulente e magari poi adottare una
metodologia.
L'adozione
di una metodologia senza calcolare prima i ritorni in efficienza,
non ha più senso. In pratica, non è il caso di ordinare
semplicemente delle licenza di utilizzo, senza sapere
effettivamente perchè vale la pena farlo. L'acquisto di una metodologia potrebbe risultare un
cattivo investimento, se non supportato da un piano strategico a lungo
termine.
L'azienda
che ha acquistato ventiduemila licenze di utilizzo della metodologia
TenStep ha messo in piedi prima un piano strategico che prevede la
formazione di ben 22.000 persone, a vari livelli. Il cambiamento radicale
di una cultura aziendale non è facile da realizzare senza una visione
a lungo termine dei possibili risultati.
Come per una
nave, il capitano d'azienda deve avere le idee chiare prima di investire
in cambiamenti culturali, definire la rotta e virare lentamente
verso il porto di destinazione. "Deliver
what you need, not what you order" significa non
lasciarsi ingannare dalle apparenze e dalle chiacchiere di chi viene a
proporvi un prodotto, ma affidarsi ad un esperto per fare solo quello che
serve all'azienda e non quello che promette un prodotto commerciale o un
fornitore.
Vito Madaio, PMP
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