Il Dio Denaro e la
Crisi Economica
(Effetti sul Project Management)
Ad un anno dal fallimento di Lehman Brothers,
seguito da tante promesse, i politici, con Barak Obama in testa, ammettono
che quasi nulla è cambiato. Si continua a parlare di riforme della
finanza, di regole mondiali, e mentre gli speculatori possono
tranquillamente continuare a speculare, la fiducia nel sistema
continua a diminuire. Assistiamo, inermi, alla commemorazione del più
grande fallimento della storia, dopo i memorabili crolli di Enron
e di Parmalat.
Il presidente Obama,
rivolgendosi agli operatori di Wall Street, candidamente ha detto:
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"I
fattori che hanno condotto alla crisi vanno eliminati. ... Non possiamo
permettere alla storia di ripetersi ... e non torneremo ai giorni delle
azioni sconsiderate e degli eccessi incontrollati alla base della crisi,
dove troppi erano motivati solo dall'appetito per i bonus. ... Wall Street
non può tornare ad assumersi rischi senza pensare alle conseguenze e
attendersi che la prossima volta i contribuenti americani saranno lì a
frenare la loro caduta. E' per questo che abbiamo bisogno di regole più
forti. .. E' la prova della necessità di cambi delle regole ora è data dal
fatto che alcuni prontamente sono ritornati alle vecchie pratiche. .. Un
anno fa abbiamo sperimentato come il mercato può sbagliare, come la
mancanza di regole di buon senso possa portare eccessi e abusi. .. A un
anno di distanza è essenziale approvare le riforme che impediranno a una
crisi come quella attuale di ripetersi".
(fonte:
http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=131788). |
Interessante discorso, ma in attesa di nuove regole
ognuno continua a fare il suo sporco gioco. Persino Obama, l'uomo più
potente della terra, non ha potuto fare altro che:
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Spronare Wall Street a
ritrovare il senso di responsabilità.
-
Esortare le banche a sostenere la crescita
economica, dopo che molte si sono riprese grazie all'aiuto del
governo.
-
Ricordare che molte aziende tornate agli utili,
hanno un debito con i contribuenti.
-
Invitare le banche
ad aiutare le famiglie, che chiedono modifiche ai mutui, ed a finanziare le piccole imprese,
che hanno "disperatamente bisogno di finanziamenti".
Si commemora il più grande fallimento finanziario con
tono pacato, rassegnato e quasi reverente nei confronti di chi ha prodotto
tanti danni alla comunità: sembrano raccomandazioni
dell'agnello al lupo. Chi le ascolterà ?
Lo scenario era ben noto ai project manager. A questo
proposito, richiamo l'attenzione sui trend pubblicati a Giungo dal PMI su
PM Network (6/2009), riportando la sintesi di due lavori, attuali più che
mai.
Cash is King
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Su PM Network di
Giugno 2009, la rivista mensile che il PMI invia a tutti i suoi
membri , il prof. Bud Buker spiega, con una certa efficacia,
l'effetto dell'attuale crisi finanziaria sui project manager, in un
articolo dal titolo: "CASH
is KING".
Mi
permetto di riassumerlo per chi non è ancora membro del PMI.
Il professore Buker
osserva che ultimamente circolano molti più curriculum di project
manager e studenti, tutti vittime delle circostanze create dalla crisi
finanziaria.
Dallo scorso settembre, l'alto management di molte aziende,
smettendo di guardare alla crescita del fatturato, all'occupazione dei
mercati o al profitto, si è concentrato esclusivamente sul CASH FLOW.
Il Dio Denaro!
L'obiettivo è
risparmiare, perseguendo tutto ciò che genera disponibilità di
denaro, ed evitando tutto ciò che lo possa far spendere.
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Il timore è che i
progetti possano fallire non per mancanza di profitto, ma per
indisponibilità di fondi.
Per i project manager
questo triste sentimento del management ha avuto un
effetto devastante. Molti progetti, per loro natura, impiegano fondi a
breve termine, per dare benefici futuri a lungo termine.
Ciò spiega perchè
circolano tanti curriculum di project manager.
Il professore aggiunge
alcune raccomandazioni:
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I progetti in crisi
sono progetti morti. Non c'è più la stessa tolleranza per ritardi ed
extra budget.
-
I progetti a lungo
termine sono più a rischio. Si raccomanda di rivalutare costantemente
la convenienza dei progetti in corso dalla prospettiva del CASH
FLOW.
-
Pianificare più
milestone e più punti di decisione go/no go. Bisogna aspettarsi un
controllo più ravvicinato da parte del management. Le revisioni
trimestrali possono non essere più sufficienti.
-
Aspettarsi che il CASH
FLOW diventi la prima metrica di misurazione. Non interesserà più il
ROI dei progetti. Ai progetti con maggiore margine a lungo termine saranno
preferiti quelli con entrate a breve termine.
Tutte cose plausibili, ma
che non dipendono dalla volontà dei project manager. In definitiva, le
regole sono cambiate, e potranno evolvere al punto che i project manager
dovranno ponderare.
Il quadro della
crisi mondiale, rappresentato da PM Network, con particolare attenzione al
ruolo dei project manager, non è allarmante, anzi, con un pizzico di
ottimismo ed un po' di cinismo, si può affermare che, per i più preparati,
la crisi può trasformarsi in opportunità.
Trend del project
management
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Il clima
di incertezza sta alterando tutte le decisioni sui progetti.
Dalla
crisi finanziaria emergono cinque trend, per il timore
della mancanza di credito e la conseguente contrazione dei posti
lavoro: efficienza, trasparenza, alleanze,
tagli alla spesa, nearsourcing.
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1)
Super efficienza
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I project manager devono prendere coscienza che non
c'è più spazio per gli sprechi. La pressione economica genera
efficienza, non si tratta di un aspetto negativo perchè senza pressione i
processi non migliorerebbero, pertanto la situazione è favorevole
per i project manager più esperti, dai quali ci si aspetta
sempre di più. Qualcuno sostiene che, proprio grazie alla
crisi, è arrivato il momento di sviluppare una forte
struttura di project management per guidare i processi, misurare i
risultati ed identificare le aree di miglioramento. I
clienti si aspettano molto di più e soltanto le aziende che
sapranno aumentare la loro efficienza, minimizzando i rischi,
potranno ambire al successo a lungo termine. I progetti futuri
dovranno badare a realizzare l'essenziale, eliminando tutti
i fronzoli non necessari per il successo del progetto. Ciò sarà possibile
soltanto sapendo impostare la definizione del contenuto dei
progetti (1°
passo della metodologia TenStep). |
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2)
Trasparenza totale
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Lavorare in una economia in crisi è più difficile
anche per i project manager esperti. Tutti sono più nervosi per il timore
di perdere il posto di lavoro a causa della mancanza di fondi, ciò
comporta maggiori controlli, supervisione e governance,
specie sui progetti a lungo termine. L'accesso allo "stimulus"
da parte dei governi (ad esempio negli USA, si tratta di $787 Billion)
richiede la completa trasparenza del loro impiego, cosa non sempre
ovvia in passato.
I project manager risponderanno dell'impiego dei fondi
per piccoli e grandi progetti, ed in questa atmosfera di paura
gli Stakeholder esigono chiarezza dall'inizio alla fine dei
progetti. |
Il modo migliore per dimostrare questa trasparenza è essere
onesti con il team, con la propria azienda e con i partner su obiettivi, avanzamento e difficoltà
del progetto. Non c'è più spazio per il
micromanagement o la riservatezza.
Ciò che prima veniva fatto come in una catena di montaggio,
oggi non è più ammissibile se si vuole realizzare di più con meno. Il team
di progetto deve essere motivato e orientato al risultato complessivo e
non alla singola funzione, come in passato. Il team deve poter auto
valutare i suoi risultati con metriche appropriate come budget di spesa,
scadenze, miglioramento, fatturato, impiego delle risorse. Tutti questi dati devono essere discussi,
condivisi e pubblicati periodicamente per gli Stakeholder.
3)
Potenziali alleanze
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Quando scarseggiano i fondi la soluzione può venire
dalle alleanze: pubbliche e private. Un'alleanza
con il partner giusto permette notevoli risparmi economici e guadagni
in efficienza. Le alleanze si raggiungono dopo accurate "due diligence", altrimenti si
potrebbero moltiplicare
i rischi mettendo insieme le debolezze di più partner.
Per valutare un'azienda, oltre a verificare
che esiste, è opportuno considerare la consistenza del suo
asset finanziario e la sua posizione legale. L'analisi della
solvibilità di un'azienda richiede una scrupolosa indagine, ancora
più approfondita in tempi di crisi. La situazione può cambiare
di semestre in semestre ed i fondi (anche pubblici) per i
progetti in corso possono essere stati ritirati o destinati ad
altro. La mancanza di credito può essere il più grande problema. |
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Il modo migliore per scegliere un partner è verificare la
sua leadership nel settore, i suoi progetti che hanno avuto successo e la
sua credibilità nel contesto in cui opera. Per ottenere certe informazioni
da un potenziale partner bisogna essere disposti come minimo a fornire
le stesse informazioni con onestà. Il tutto deve essere percepito
attraverso riunioni faccia a faccia ai giusti livelli. La presenza di un
buon partner può ridurre il rischio ed i tempi di consegna, come pure un
partner sbagliato può portare il progetto al fallimento.
4)
Tagli dei grandi progetti
Molti grandi progetti vengono messi in discussione o
sospesi in attesa di tempi migliori. Studi mostrano riduzioni degli
investimenti in tutti i settori con conseguenze ovvie sul numero di
opportunità per i project manager.
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Le opportunità per i project manager nel 2009 sono
circa il 60% di quelle esistenti nel 2008. Come leggere questo
dato? Anche se in numero inferiore, esistono ancora tante
opportunità per i più preparati. I vincitori saranno coloro che
sapranno posizionare le loro esperienze e le competenze in modo da
interessare le aziende che assumono. Sarà dura, ma almeno il
60% di richieste rispetto allo scorso anno sono da soddisfare.
Cerchiamo
di guardare al bicchiere mezzo pieno e non al bicchiere mezzo vuoto.
A causa dell'incertezza dell'economia, molti
professional cercano di spostarsi nelle aree in cui si sentono più
sicuri, mentre le aziende scelgono prevalentemente contratti a termine, in attesa del candidato
giusto per il ruolo
definitivo. Inoltre, molti professional che potrebbero ambire a
posizioni più alte, a causa della crisi, non si
muovono per non rischiare. Ciò comporta che la qualità dei project
manager impiegati non sia proprio la migliore. |
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Il settore pubblico dovrebbe offrire le maggiori opportunità,
perchè, in tempo di crisi, i lavori pubblici fanno da "stimulus" e fortunatamente necessitano di project
manager. I progetti pubblici saranno grosse opportunità per chi ha l'esperienza e
le competenze giuste.
In questo momento le società che assumono guardano più alle
esperienze maturate con successo nel settore che alla formazione
scolastica. In tempi di crisi, la certificazione PMP fa ancora la
differenza, ma non è sufficiente per ottenere un buon incarico,
purtroppo occorre anche un provato periodo di esperienza sul campo.
Poichè, in generale, ci sono meno opportunità di
lavoro anche per i project manager, oggi per non restare senza lavoro
occorrono: esperienza, la giusta certificazione, e qualche progetto
realizzato con successo.
5)
Nearsourcing (il nuovo Outsourcing)
L'idea di esternalizzare
alcuni lavori è un concetto comunemente accettato da parecchio tempo.
Però, ultimamente, prevale la tendenza ad esternalizzare nelle vicinanze
della propria sede, non per motivi politici, ma per
comodità.
Un provider non
troppo distante dalla propria sede offre il vantaggio di poterlo convocare
o raggiungere in breve tempo.
Questo approccio, simile al normale outsourcing,
tranquillizza il cliente ed a volte costituisce anche fonte di risparmio
sulle trasferte. Ultimamente, a causa della crisi, vi è anche la tendenza a stipulare contratti
di outsourcing molto più brevi (2 o 3 anni anziché 10), temendo
ribaltamenti finanziari.
I contratti più brevi presentano meno rischi e
sono più facilmente adeguabili ai veloci cambiamenti tecnologici.
Comunque, la scelta "Nearsourcing" non è la panacea di tutti
i mali, anzi, non sempre è la soluzione migliore.
Dove non ci sono vincoli
di fuso orario e di lingua, l'India resta ancora la soluzione più
vantaggiosa.
(Fonte:
estratto e tradotto liberamente da PM Network di Giugno 2009)
Spero di aver fatto
cosa gradita, fornendo la lettura veloce di due importanti articoli di PM
Network di Giugno 2009.
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