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Newsletter N.
2010-001
del
20 Gennaio 2010
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Eccoci alla prima Newsletter 2010, pronti ad affrontare
la sfida che ci attende. Si lamentano tutti, anche quando non ce ne
sarebbe bisogno. Dalle mie parti si
dice: "Chi piange, fotte chi ride". Non è più il caso di piangersi addosso.
Bisogna agire e
fare il meglio che possiamo a livello individuale. Purtroppo, a
livello globale mancano idee nuove: i big sono troppo indaffarati tra
guerre, caccia alle streghe e business per calamità naturali. Nascondersi dietro la crisi finanziaria,
comincia ad essere un alibi per molti amici del Gattopardo.
Bisognerebbe agire, perchè la ripresa è fatta di piccole iniziative
e non è il caso di aspettare la manna dal cielo. Bisognerebbe cambiare
il proprio atteggiamento, attribuendo il giusto valore alle
cose. Basterebbero poche accortezze per trarne collettivamente dei
grandi vantaggi. Ecco due esempi banali visti all'opera con grande
efficacia:
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"Spegnere la luce prima di uscire" La
scritta sistematica in ogni ufficio fa sorridere, ma intanto educa a
non sprecare denaro, e comporta dei notevoli risparmi energetici per
la collettività.
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"Utilizzare anche il retro del foglio" Questa
scritta sui block notes comporta che il notes dura il doppio del
tempo con
evidente risparmio di denaro, e risparmio di qualche albero.
Si potrebbe continuare con un elenco infinito di
iniziative simili, ma questi due esempi mostrano che tutti siamo
portati a sprecare per mancanza di rispetto del valore
intrinseco delle cose. Le risorse apparentemente infinite per un
singolo, in realtà,
non bastano a soddisfare i bisogni di tutto il genere umano. Iniziative personali come
l'aiuto ai bambini dei paesi poveri, il riciclaggio degli oggetti
usati, la sostituzione dell'automobile un anno dopo, le lampade a
basso consumo, etc.
potrebbero migliorare l'esistenza di molte altre persone, oltre a
consentirci qualche piccolo risparmio che non è il principale
obiettivo.
Mi cascano le braccia quando sento dire mettiamo più
denaro in mano alla gente, così ripartono i consumi.
Quali consumi? Il consumo di prodotti futili? La corsa
ai telefonini di ultima generazione? Il digitale terrestre? il
televisore al plasma? L'automobile con il computer incorporato (ed il
motore di vecchia generazione) ? No grazie.
Da quando è stata eliminata la scala mobile i
lavoratori dipendenti sono in preda alle grandi corporazioni ed i
sindacati stanno a guardare. E' sacrosanto rivedere salari e pensioni,
ormai da fame per molti, ma non certo per incentivare consumi
superflui.
La ripresa è possibile, solo se sappiamo uscirne
modificati nella testa. Se non rivediamo il nostro modo di
consumare, la crisi diventerà ciclica, ad intervalli sempre più brevi,
fino ad abituarci a vivere da sfigati. Qualcuno spaccia per tenore di
vita lo spreco sistematico, in barba a chi muore di fame.
La televisione ci ha rinfrescato la memoria su uno
scandalo di 100 anni fa: il fallimento della Banca Romana. Lo
sceneggiato sembrava un telegiornale degli ultimi anni. Il messaggio
che è passato è: tutti colpevoli, nessuno colpevole.
Il terremoto di Haiti ha mostrato la
miseria di un popolo, e quanto è difficile adesso aiutarlo, avendo
perso anche le poche cose che aveva. Le scene di isteria che
generano i primi lenti soccorsi sono frutto del
pressapochismo dei benestanti, i quali pensano di lavarsi la
coscienza lanciando viveri dagli elicotteri. Queste esibizioni
inumane, insieme ai ladri di immagini di dolore, sono indice del disprezzo dell'individuo, fanno sorgere
molti dubbi sull'autenticità dei soccorsi e dovrebbero far
riflettere chi vorrebbe finalizzare i consumi alla ripresa. E' in
corsa la gara all'immagine più scioccante. Bravi, continuate così!
E' diabolico pensare di creare consumi
finalizzati alla ripresa, mentre non siamo capaci di garantire un
piatto di minestra a pochi sfortunati che vivono allo sbando da
circa una settimana, sotto i riflettori di tutte le televisioni del
mondo.
Il Corriere della Sera oggi scrive:"Nuovi
"miracoli": salvi due bambini e una ragazza di 25 anni rimasti sotto
le macerie per sette giorni senza cibo né acqua. Una ragazzina uccisa
da un colpo sparato dalla polizia durante un saccheggio. Lanci di
aiuti, l'ambasciatore haitiano chiede agli Usa di interromperli..
Sbarca la fanteria Usa..."
Anche il terremoto di Haiti è diventato un circo
mediatico, anzi un baraccone sulla pelle dei poveri.
Buon lavoro.
Vito Madaio, PMP
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Salary Survey
La situazione di crisi
ha influito sicuramente anche sui salari, oltre che sull'occupazione.
Il Gruppo TenStep ha
lanciato un
survey
a livello mondiale per capire effettivamente cosa sta succedendo.
Partecipa all'indagine, rispondendo ad un piccolo
questionario anonimo.
Occorrono solo 2 minuti!
La sintesi dei risultati sarà per
nazione, mi aspetto una massiccia partecipazione dall'Italia.
Clicca
qui per partecipare al
salarysurvey.questionpro.
I risultati saranno pubblicati entro fine
Aprile 2010. Grazie
della collaborazione.
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"Le
metodologie hanno tutte lo stesso scopo: alzare il livello culturale
di una organizzazione.
Sembrano tutte uguali, ed
invece bisogna conoscerne tante per apprezzarne le differenze."
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Il Processo
di Project Management TenStep ® è una metodologia per gestire
qualsiasi lavoro come progetto. Esistono anche altre metodologie e
filosofie: alcune molto simili, altre complementari al Processo
TenStep.
TenStep
pubblica una serie di confronti leali ed imparziali, descrivendo differenze e
somiglianze con alcune metodologie.
I confronti che puoi
consultare dal sito di TenStep Italia sono tra la Metodologia TenStep
e:
Se hai altre informazioni e vuoi segnalarcele, siamo
disponibili ad integrarle per maggiore chiarezza e completezza.
Confronto TenStep e Sviluppo Software
Agile
Negli ultimi
anni , sono state pubblicate numerose idee sul modo di rendere lo
sviluppo software più semplice, più facile e più rispondente ai
bisogni del Cliente. Alcuni esempi sono
Extreme programming, Scrum e crystal methodologies.
Diciassette
persone impegnate su questa idea si sono incontrate in Utah l'11,
12 e 13 Febbraio 2001 per trovare una linea comune sullo sviluppo
software. Il risultato fu il seguente manifesto di principi e
filosofie.
Mentre la
maggior parte della filosofia tratta i reali processi di sviluppo
software, pochi punti toccano il project management. In generale, il
Processo TenStep, in molte aree è
abbastanza complementare a questo processo di sviluppo.
In alcune aree, c'è divergenza di opinioni.
Di seguito puoi leggere il manifesto, insieme ai commenti dell'autore
su come il manifesto si correla con il Processo TenStep.
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Il Manifesto per lo Sviluppo Software Agile
Concordato da diciassette anarchici:
Scopriamo i modi migliori per sviluppare software facendolo ed
aiutando altri a farlo. Con questo lavoro siamo arrivati al
valore: |
Processo di
Project Management TenStep® |
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Individui ed interazioni più che processi e strumenti.
Sviluppare il software più che documentazione comprensiva.
Collaborare con il cliente più che negoziare un
contratto.
Rispondere ai cambiamenti più che seguire un piano. |
L'esperienza dell'autore è che l'esecuzione di più progetti in
una organizzazione ha più possibilità di riuscita con un insieme
di processi consistenti, flessibili e scalabili. Se questi
processi sono stati utilizzati con successo precedentemente, c'è
maggiore probabilità che anche i tuoi progetti abbiano successo. |
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Ciò vuol dire che mentre valutiamo gli argomenti con la destra, li
valutiamo anche con la sinistra.
Noi seguiamo i seguenti principi: |
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La nostra più alta priorità è soddisfare il cliente attraverso il
rilascio di software di valore, veloce e costante. |
La filosofia Agile è per lo sviluppo iterativo, con requisiti
iniziali seguiti da codifica, da ulteriori requisiti e ulteriore
codifica. Ciò è bello, ma lo sviluppo iterativo non è il migliore
approccio per tutti i progetti software. Comunque, dove può
essere implementato, dovrebbe essere tentato. |
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Ben vengano le modifiche ai requisiti, anche tardi nello sviluppo.
I processi Agile sfruttano le modifiche per il vantaggio
competitivo del cliente.
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Con lo sviluppo iterativo generale, i requisiti non devono essere
fissati inizialmente. Però, anche con lo sviluppo iterativo
tradizionale, ad un certo punto, bisogna congelare i requisiti
per rilasciare qualcosa. A questo punto, entra in gioco la
gestione delle modifiche al contenuto.
I
requisiti nello Sviluppo Agile possono cambiare in qualsiasi
momento del progetto. L’idea è che il cliente può continuare a
richiedere modifiche, in base alle sue priorità stabilite nelle
appropriate iterazioni. Per esempio, se il cliente aveva chiesto
tre report e successivamente ne vuole quattro, il quarto report
può essere aggiunto alla lista dei requisiti senza nessun
problema.
Ad un certo punto, il cliente dovrà indicare una priorità per
questo nuovo report, e il nuovo report viene prodotto quando lo
vuole il cliente. Se il budget del cliente è aperto, allora non
c’è bisogno di nessun processo formale di modifica al contenuto –
Il report sarà realizzato in qualunque momento il cliente lo
richieda. Se, invece, il cliente ha un budget fisso, allora, dare
priorità ad una modifica significa, in definitiva, che qualche
altro pezzo di lavoro sarà rinviato. In questo scenario, il
cliente sta rinforzando la gestione delle modifiche al contenuto
per assicurarsi che solo le modifiche che sono di più alta
priorità per lui vengano prese in considerazione.
L’approccio TenStep sostiene che quando ci sono modifiche di
business, il team di progetto deve essere preparato a rispondere.
Però, le modifiche ai requisiti hanno conseguenze in termini di
budget e date di consegna, e queste devono essere approvate dallo
sponsor. Se il team lo fa, vuol dire che sta effettuando la
gestione delle modifiche al contenuto. |
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Consegnare lavoro software frequentemente, da poche settimane a
pochi mesi, con preferenza per periodi più brevi. |
Il processo TenStep raccomanda di dividere i grandi progetti in
una serie di progetti più piccoli, in modo che possano essere
rilasciati più velocemente e con continuità. Non tutti i
progetti hanno questa flessibilità, ma la preferenza è per i
progetti più piccoli, quando è possibile.
Il Processo Agile considera estremo il ciclo di consegna breve.
Alcuni progetti di programmazione estrema rilasciano in un ciclo
veramente breve, anche di una settimana. Sebbene ciò sia
difficile da gestire, non c'è niente di sbagliato con questo modo
di fare. |
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Utenti e sviluppatori lavorano quotidianamente insieme nel corso
del progetto. |
Questo è il migliore approccio per stare in contatto con le
necessità del cliente. |
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Costruire progetti intorno ad individui motivati. Concedi loro
l'ambiente ed il supporto che serve, e responsabilizzali sulla
realizzazione del lavoro. |
A volte, persone molto motivate
finiscono nei guai, anche se rilasciano i progetti in tempo (Deming riconobbe
questo fenomeno già mezzo secolo fa). Esse pongono troppa attenzione
ai dettagli dello sviluppo e non abbastanza alla gestione di budget e
scadenze. Se le persone motivate realizzassero i loro progetti
sempre in tempo, ci dovrebbe essere una più alta percentuale di
progetti finiti bene. A volte bisogna metter persone motivate in
un ambiente più strutturato dove possano avere successo. L'autore
crede che il migliore approccio è sviluppare i progetti con
persone motivate, e poi assicurarsi che abbiano strumenti,
processi e competenze giuste per realizzare il lavoro. |
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Il metodo più efficiente ed efficace di trasmettere informazioni
con il team di sviluppo è la conversazione faccia a faccia. |
Non c'è dubbio che la comunicazione personale è la migliore scelta
in molte circostanze. Però, ci sono volte in cui altri strumenti
di comunicazione sono validi, per esempio, quando si invia lo
stato di aggiornamento a 20 persone. Anche certa documentazione
rilevante deve essere scritta - non necessariamente per l'ultimo
giorno del progetto, ma per dopo, quando tutti gli sviluppatori
sono andati via. Solo che la documentazione dovrebbe essere
un’informazione importante. La documentazione raramente viene
fornita in tempo per il team di supporto, e così acquista minor
valore nel tempo. |
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Il software codificato è la principale misura dell'avanzamento. |
Nello sviluppo iterativo, producendo codice software alla fine di
ogni iterazione è una buona misura dell'avanzamento. Però, non
tutti i progetti possono essere realizzati utilizzando lo sviluppo
iterativo, per esempio, l'implementazione di pacchetti. Perciò, in
molti progetti, bisogna continuare a controllare e verificare se
il progetto è in piano attraverso le milestone. |
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I
processi Agile promuovono lo sviluppo sostenibile. Gli sponsor,
gli sviluppatori e gli utenti dovrebbero essere in grado di
mantenere la pace a tempo indeterminato. |
Lo sviluppo Agile prevede che si lavori 40 ore per settimana e che
non vi siano conflitti a tempo indeterminato. Naturalmente, con
l'appropriata pianificazione e gestione, questo è il migliore
approccio. |
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Una costane attenzione alle tecniche ottime ed al buon disegno
migliorano l'agilità. |
Ottime tecniche e buon disegno sono essenziali. Però, se viene
modificato frequentemente il disegno per produrre codice software
velocemente, in modo stravagante, ciò può diventare problematico. |
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La semplicità - l'arte di massimizzare l'ammontare di lavoro non
fatto - è essenziale. |
Concordiamo. Gli sviluppatori e gli utenti dovrebbero porre
attenzione nel rilasciare prima i requisiti essenziali. Ciò
"massimizza il lavoro non fatto". Permette anche di rilasciare il
software più velocemente. |
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Le migliori architetture, requisiti e disegni emergono dai team
auto organizzati. |
Se ogni team fosse molto performante e tecnicamente eccellente,
sarebbe più facile concordare con questo punto. Invece, la
maggior parte dei team di progetto non sono maturi abbastanza e
non hanno il giusto livello di competenza per sviluppare il
miglior disegno e architettura. Specialmente le architetture
devono essere sviluppate a livello di organizzazione o azienda. Se
questi vengono lasciati ai singoli team, il risultato sarà una
sovrapposizione di tecnologie ed il caos a livello azienda. |
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Ad intervalli regolari, il team riflette su come diventare più
efficiente, poi, sintonizza e aggiusta il comportamento
di conseguenza. |
Concordiamo. I team dovrebbero costantemente sforzarsi di
comprendere i loro punti di forza e di debolezza e come i processi
di project management possano essere migliorati. TenStep crede
anche che queste modifiche consigliate dovrebbero essere portate
anche a livello di organizzazione in modo che l'idea di
miglioramento possa essere adattata dall'intero staff.
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Kent Beck, Mike Beedle, Arie van Bennekum,
Alistair Cockburn, Ward Cunningham, Martin Fowler, James Grenning,
Jim Highsmith, Andrew Hunt, Ron Jeffries, Jon Kern, Brian Marick,
Robert C. Martin, Steve Mellor, Ken Schwaber, Jeff Sutherland,
Dave Thomas
www.agileAlliance.org |
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Ciò che
segue è stato estratto dall'Introduzione a "Project
Management circa 2025", un testo che butta un occhio al futuro
attraverso più persone pesantemente coinvolte nello sviluppo
della disciplina del project management a vario titolo.
"Il
project management rappresenta la capacità dell'uomo a convivere e
dominare il cambiamento. Solo dagli anni '50 la
letteratura ha iniziato a riflettere l'evoluzione di questa
teoria e la pratica della disciplina. Un gruppo di esperti mondiali
propongono una serie di riflessioni sui possibili scenari di project
management del 2025. in qualità di esperti del proprio settore di
industria, ognuno ha individuato i fattori e le forze che potranno
influenzare il probabile stato dell'arte entro il 2025.
Sotto il
patrocinio del PMI hanno realizzato un volume, o libro dei sogni, dove
ognuno ha sviluppato:
-
una
piccola introduzione dello stato dell'arte nel settore di industria,
-
una
panoramica delle future caratteristiche tecnologiche, economiche,
sociali, politiche e competitive,
-
i trend
che influenzeranno il modo di utilizzare il project management,
-
le
principali caratteristiche che assumerà il project management
entro il 2025.
Gli
autori hanno potuto scrivere di teoria e pratica sulla base delle
proprie esperienze e di cosa prevedono per il 2025.
Il libro
è organizzato in cinque parti:
-
Part 1 Examples of Projects
from Geographic and Industry Applications
-
Part 2 Project Management
Systems Applications
-
Part 3 Project Management
Organizational Applications
-
Part 4 Project Management in
Government
-
Part 5 Likely Growth of Project
Management
Ogni parte descrive il probabile stato dell'arte
entro il 2025 nei diversi ambienti. Partendo dalla base di utilizzo
attuale del project management vengono tracciati i probabili scenari
che potranno influenzare l'utilizzo del project management nel
futuro.
Osservando dove è probabile che approderà la
disciplina, il lettore può valutare il gap che già esiste o che si
presenterà nei prossimi anni nel suo ambiente. "
Gli autori del volume sono nomi noti e meno noti che
diventeranno sicuramente un punto di riferimento nei prossimi anni.
Ecco gli autori dei singoli capitoli:
-
Christophe N. Bredillet
-
Alfonso Bucero
-
Raju Rao
-
Brian Kooyman
-
Charles R. Franklin
-
Elaine Bannon e David Pericak
-
Janice Lynn Thomas, Jenny Krahn, e Stella
George
-
Randall L. Speck
-
Stacy Goff
-
Sandra K. Ireland
-
Edmund M. Ricci e Beth A. D. Nolan
-
James S. Pennypacker
-
Kam Jugdev, Ralf Müller, e Maureen Hutchinson
-
Howard Bruck
-
Belle Collins Brown
|
-
Hugh Woodward
-
Richard E. Boyatzis, Mary Fambrough, David
Leonard, e Kenneth Rhee
-
Stephen R. Thomas, Edward J. Jaselskis, e
Cory McDermott
-
Michelle R. Brunswick
-
Dorothy J. Tiffany
-
Jonathan Weinstein e Timothy Jaques
-
Hans J. Thamhain
-
Storm Cunningham
-
David L. Pells
-
Rebecca Ann Winston
-
Guiping Hu, Lizhi Wang, e Bopaya
Bidanda
-
Ozlem Arisoy
-
Murat Azim, David Cleland, e Bopaya Bidanda
-
Jang Ra
|
Il volume è
stato curato da David Cleland e Bopaya Bidanda. Nelle
prossime edizioni di questa newsletter approfondiremo gli argomenti
più significativi, in modo da essere preparati anche noi ad
affrontare il 2025.
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