Servizio gratuito per clienti e  membri registrati. Contiene suggerimenti e considerazioni sul miglior modo di gestite i progetti. Ogni mese viene proposto un passo della Metodologia TenStep  agli oltre 3.000 professionisti che la ricevono. Molte aziende e consulenti, in ogni angolo del mondo, scelgono TenStep per la flessibilità, scalabilità e completezza. Il nostro approccio pragmatico si basa sulle esperienze concrete conseguite da tutti i Partner  presso le migliori multinazionali

(vedi la Biografia dei Partner TenStep).

punto elenco

Editoriale:  La crisi è finita!   

Fosse vero! Per qualcuno la crisi non è mai esistita, o al contrario qualcuno era in crisi già da tempo. La verità è che la parola "crisi" è ambigua, come la parola "qualità". La minore disponibilità di risorse economiche costringe ad una qualità di vita diversa, più attenta ai consumi superflui. Legate  a "crisi"  e "qualità" ci sono anche le parole "guerra" e "lotta".

Questi quattro termini vengono utilizzati in modo improprio o strumentale, ma spesso rappresentano lo stesso disagio.

Crisi. In questo momento prevale l'aspetto "economico" con conseguente ricaduta sul lavoro, le vendite di prodotti e servizi, la disponibilità di denaro, il commercio, la formazione, la sanità ed un maggiore rigore fiscale per far fronte alle spese della pubblica amministrazione.

Questi aspetti della nostra vita stanno diventando cronici, o ciclici se preferite, ma forse dobbiamo abituarci a conviverci. Chi ha raggiunto dei privilegi fa fatica a rinunciarvi, pertanto non ci aspettiamo che  la casta cambi comportamento dalla mattina alla sera. Sembra che l'etica sia una medicina  amara che nessuno intende assumere di spontanea volontà. Ecco perché la parola "crisi" evoca immediatamente "guerra" e "lotta".

Qualità. La qualità è il livello di perfezione che ci soddisfa in determinate circostanze. E' evidente che cambia in funzione delle disponibilità di ognuno e quindi può essere misurata soltanto relativamente ad un target. Altrimenti, ciò che è accettabile in tempo di guerra o di crisi non è più tollerato in tempi normali. La parola "qualità" evoca sempre aspetti positivi, in realtà esiste anche la "qualità scadente" che a volte deve essere sopportata in mancanza di meglio. La parola "crisi" fa pensare immediatamente  a livelli di qualità inferiori in ogni campo.

Guerra. Rappresenta l'alternativa al fallimento del dialogo. Il momento in cui non ci si comprende, o una delle parti decide di smettere di dialogare, è la guerra. La guerra è un processo irreversibile perché compromette delle vite umane, una o mille è la stessa cosa. Spesso le situazioni di "crisi" degenerano e portano alla "guerra".

Lotta. Una volta avviato un processo gradito o non gradito, bisogna lottare per venirne a capo. Lottare vuol dire utilizzare  tutti i propri mezzi per raggiungere un fine. Lottare per la sopravvivenza o lottare per diventare plurimilionario sono due cose diverse, ma in entrambi i casi si attivano le proprie risorse per raggiungere il proprio obiettivo. La "lotta" può avere scopi nobili come lottare per sconfiggere il cancro oppure può essere una necessità per ristabilire l'ordine o liberarsi di una "guerra", o uscire da una "crisi economica". 

Se mettiamo in relazione: "crisi", "qualità", "guerra" e "lotta" ci accorgiamo che fanno parte dello stesso scenario ed hanno delle forti concause. La crisi economica  è figlia dell'avidità di alcuni e della debolezza di altri che la subiscono. La qualità si piega alle esigenze determinate dalla crisi, costringendoci a livelli di qualità più bassi. La guerra, che non manca mai, incide tremendamente sullo spreco di risorse, oltre al sacrificio di vite umane, contribuendo a determinare ulteriore crisi economica e ad abbassare la qualità della vita. La lotta ci consente di sperare nel recupero dello status ambito.

In realtà, questo è un carosello che non finisce mai. L'uomo, il più resistente al cambiamento, in definitiva si adegua ad ogni circostanza, stabilendo sempre nuovi equilibri. Così come si può essere più poveri, si può essere anche più ignoranti, meno in salute, meno protetti, etc.

A estremi mali estremi rimedi.

Come se ne esce?  

Non certo stando a guardare.

Se colleghiamo "crisi", "qualità", "guerra" e "lotta" la miscela diventa esplosiva. Però, una cosa è certa. Per dominare questi elementi occorre tanta competenza nella gestione dei progetti anche personali. 

Se il lavoro si modifica,  ci dobbiamo modificare anche noi.

E' finita la schiavitù, finirà anche la crisi, o, al limite, si trasformerà in un'altra calamità. .................

Buon lavoro.

Vito Madaio, PMP 

punto elenco

Iniziative:   La proposta del mese

Workshop PMO a Milano

7-8 Luglio

 

Workshop Project Management Office (PMO)

"Come Impostare e Condurre un PMO"  

Causa sciopero annunciato per il 25 Giugno il Workshop si terrà nei giorni 7 e 8 Luglio.

Un'opportunità in più per chi stava pensando di iscriversi.

punto elenco

Qualche Regola: Tipi di PMO  (da PMOStep V. 3.0)

Il Project Management Office (PMO) è una entità organizzativa con il compito di garantire che i progetti vengano completati con successo. Esistono diversi modelli di PMO da considerare. Il successo del PMO dipende dalle aspettative dell'azienda, dal supporto che riceve dal management e dal suo comportamento rispetto alle aspettative dell'azienda. Ci sono tanti modelli di PMO che possono fornire valore, con altrettanti gradi di influenza e  responsabilità da assumere.

PMOStep propone quattro tipi di PMO, pur riconoscendo che ci sono diverse permutazioni e combinazioni di temi possibili. Il tuo PMO può avere ulteriori aspetti. L'unica regola è che bisogna definire il PMO con i passi Fondamenta, Avvio e Pianificazione (secondo PMOStep), per ottenere  l'approvazione da parte dello sponsor e l'accettazione da parte dei principali stakeholder. 

Tipo I.  Coordinamento di Progetto e Reporting

Questo tipo di PMO agisce come repository centrale di informazioni sui progetti e sul loro stato. Se hai una grande organizzazione e molti progetti, questo potrebbe essere di per sé un valido modello di PMO. In questo caso, il PMO sa tutto sui progetti in corso, e per ogni progetto mantiene aggiornato stato attuale, budget, durata, problemi, etc. Queste informazioni vengono raccolte su base regolare dai project manager di ogni progetto, i quali porranno attenzione  alle stesse informazioni.

Il ruolo di questo tipo di PMO consiste nel consolidare ed emettere report di sintesi. In più,  Il PMO emette standard per il formato dei report di sintesi, stabilendone la frequenza. Può anche raccogliere  metriche su come stanno andando i progetti - per esempio, il numero di progetti che vanno bene e il numero di progetti che vanno male. Se qualcuno ha bisogno di informazioni su tutti i progetti o certi particolari progetti, questo tipo di PMO è in grado di fornirli.

D'altra parte, questo tipo di PMO, non ha capacità di influenzare i progetti o di aiutarli se sono in crisi. Ha poco potere formale  o autorità. Se i project manager non gli inviano le informazioni che servono, il PMO deve rincorrerli per ottenere i dati che servono. Se le informazioni non sono accurate o di buona qualità, Il PMO deve chiedere ai project manager di rivederle. Se, in fine, non ottiene le informazioni, gli rimane solo l'escalation al management e allo sponsor dell'iniziativa PMO.

Il principale vantaggio di questo PMO limitato è che agisce come una stanza di compensazione, un posto dove concentrare le informazioni sullo stato di tutti i progetti.

Questo tipo di PMO è utile in poche circostanze, come le seguenti:

  • Se l'organizzazione è molto distribuita o decentrata, sarebbe altrimenti difficile vedere le attività di tutti i progetti. Il PMO di tipo I dà all'organizzazione la visibilità completa di tutti i progetti.

  • E' un buon punto di partenza se esiste una governance debole o se lo sponsor non crede che possa essere fatto di più.  

  • Se si vuole iniziare con un PMO base, come primo passo, per implementare successivamente un PMO più sofisticato.

Tipo II. Infrastrutture di Project Management

Questo tipo di PMO sviluppa o acquista processi di project management, tecniche e template,  per aiutare i  project manager a gestire i loro progetti consistentemente, utilizzando best practice che garantiscono più probabilità di successo.

Questo  tipo di PMO  stabilisce anche un repository di esempi e best practice da altri progetti. Per esempio, se un  project manager dovesse mettere insieme una Definizione di Progetto e un Piano di Comunicazione per l’installazione di una applicazione di Marketing  Warehouse, sarebbe utile se potesse consultare deliverable di progetti similari. 

Questo tipo di PMO è di valore per diverse ragioni.  Per prima cosa, aiuta i  project manager ed i team di progetto a riconoscere le aspettative comuni su come i progetti saranno gestiti, senza tener conto del gruppo specifico o funzione coinvolta. Se un project manager termina un progetto nel reparto marketing e  va su un nuovo progetto nel reparto produzione, egli non si deve preoccupare di apprendere nuovi strumenti o tecniche. Il project manager utilizza un consistente insieme di competenze, processi e strumenti attraverso l'organizzazione.

Un secondo beneficio è che il project manager non deve inventare niente. Può utilizzare un formato comune di Definizione di Progetto, Piano di Comunicazione, Log delle Modifiche al Contenuto, etc. Project manager e team di progetto possono  essere produttivi più rapidamente, utilizzando processi simili a quelli utilizzati in progetti precedenti.

Creare processi e procedure è soltanto una misura del successo. Per essere veramente di successo, l'organizzazione deve contare sui processi di governance  rinforzando il gradimento di processi e standard.  Il PMO può aver bisogno di stabilire i processi di governance necessari.

Oltre a queste responsabilità, come per il PMO di tipo I, questo tipo di  PMO può anche avere (o non avere)  un ruolo di comunicazione  e di coordinamento.

Tipo III.  Centro di Formazione e Assistenza del PMO

Questo  tipo di PMO è simile al precedente tipo delle "Infrastrutture", con in più anche servizi  di formazione e assistenza, coaching  e verifiche (assessment).  La formazione viene utilizzata per creare le competenze di base. Il Coaching potrebbe essere (ad hoc) su richiesta dei project manager, oppure gli assistenti (coach) potrebbero essere assegnati  a tempo parziale ad un progetto. Le persone del PMO devono avere esperienza  e competenze da project manager di successo.

L'intera filosofia di questo tipo di PMO è essere più di supporto e proattivo nell'aiutare i project manager ed i team di progetto.  Invece di sviluppare soltanto infrastrutture di project management e offrire corsi di formazione, il PMO attivamente entra in gioco, aiutando i  project manager a gestire i problemi che incontrano giorno per giorno sui progetti.  

Tipo IV.  Centro Risorse del Project Management Office 

Questo tipo di PMO agisce come un reparto funzionale di project manager (esattamente come le persone delle vendite riportano al reparto vendite). In altre parole, tutti i  project manager riportano funzionalmente al capo del PMO, con una seconda linea di riporto verso lo sponsor del progetto  che prendono in carico o verso il manager della funzione organizzativa.  (Il riporto potrebbe anche essere l'inverso - linea principale verso il manager funzionale o lo sponsor di progetto e linea secondaria verso il capo del PMO, ma questo non è altrettanto forte o efficace se il PMO gestisce le risorse di project management.)

La grande differenza è che questo tipo di PMO ha autorità formale sui project manager. Quando un progetto è pronto per esser staffato, il capo del PMO cerca la migliore persona disponibile e la assegna al progetto come project manager. Il project manager viene assegnato temporaneamente all'organizzazione funzionale che sta eseguendo il progetto, ma quando il progetto termina, ritorna al PMO.

III½.  Ulteriore Tipo di PMO

Negli ultimi anni  sta diventando molto comune un nuovo modello di PMO. Questo modello di PMO combina elementi del tipo  III ed elementi del tipo IV, perciò lo chiamiamo  PMO tipo III½. Questo tipo di PMO ha tutte le responsabilità  del Tipo III ed in più ha anche project manager che gestiscono progetti (Tipo IV). Però, non ha tutti i project manager  a suo riporto, pur essendo responsabile di tutti i progetti.

Questo modello di PMO è responsabile di gestire progetti grandi e strategici. Ha bisogno di pochi project manager, che tendono ad essere molto esperti e competenti.

Un esempio è il seguente:

  • Lavoro è inferiore a 250 ore. Non viene tracciato come un progetto ufficiale.

  • Lavoro non strategico, sopra 250 ore. Il PMO traccia ufficialmente questa tipologia di progetti, senza gestirli. I project manager vengono assegnati dall’Unità di Business dove viene eseguito il progetto. Il PMO  fornisce coaching ed altro supporto necessario.

  • Lavoro strategico. Per i progetti strategici,  il PMO assegna un project manager del PMO. Questi progetti vengono considerati estremamente importanti per la compagnia, perciò vengono affidati ai project manager con maggiore esperienza.

Questo modello permette al PMO di essere pienamente responsabile dei progetti importanti, mentre il resto dei progetti viene gestito dalle risorse dei singoli reparti.

Responsabilità dei Project Manager

In questo tipo di organizzazione, i project manager riportano direttamente al PMO. Ciò implica (o meno) che anche  i progetti riportano al PMO. Teoricamente, questa struttura organizzativa garantisce che i project manager vengano formati adeguatamente e che conoscano la metodologia di project management molto bene. Ci sarà meno resistenza alle iniziative di project management poiché i riconoscimenti ed il sistema di valutazione sono allineati al PMO. Se il PMO ha la responsabilità dei processi di project management e dei project manager, è più facile che i processi di project management vengano  seguiti.

Il PMO è responsabile di fornire un percorso di carriera per i project manager, prendendosi cura della formazione, etc. Naturalmente, il PMO può essere responsabile anche delle infrastrutture (standard, linee guida, processi, template, etc.), e può anche svolgere il ruolo di intero coordinamento centrale  ed il ruolo di comunicazione per i progetti. Può anche avere alcune risorse esperte di assistenza sul project management, per assistere gli altri project manager quando vengono assegnati ai progetti. In altre parole, questo tipo di PMO forte può (e probabilmente potrà) avere anche tutte le responsabilità del PMO di tipo I, II e III.

Responsabilità per Progetti

Ci sono ancora diverse variazioni su come il PMO assume la responsabilità dei progetti. Se il PMO è responsabile di sviluppare tutti gli aspetti della metodologia di project management e dei project manager stessi, allora il PMO sarà considerato un fallimento se i progetti falliscono.

Tipicamente, in presenza di un PMO forte, la responsabilità del successo dei progetti è condivisa tra  PMO e organizzazione utente. Tutti i project manager ed i manager che lavorano su progetti  dovrebbero riportare al PMO, attribuendo una enorme responsabilità al capo del PMO. D’altro canto, questo tipo di PMO dispone di  persone, processi e tecnologie necessarie per realizzare i progetti con successo. In alcune organizzazioni, poiché i project manager ed i progetti stessi sono organizzati sotto il PMO, può sembrare che l’unità di business stia affidando il progetto  in outsourcing  al PMO.

Un’alternativa è che i project manager pur riportando funzionalmente al PMO,  vengano poi trasferiti, o prestati, alle varie divisioni di business per gestire realmente i loro progetti. In questo caso, il PMO rimarrebbe attivo in quanto fornisce i project manager, ma per tutta la gestione pratica del progetto,  il project manager riporta alla divisione di business per la durata del progetto. Il PMO è ancora molto potente e mantiene una relazione diretta e indiretta con tutti i project manager, però,  non è così potente come quando  è responsabile anche dei progetti.

 

punto elenco

Qualche Esperienze: Convegno ITSMF 

Ho assistito al convegno annuale di ITSMF, un bell'evento per il livello dei relatori e per l'atmosfera che si respirava. Ho incontrato tanti nuovi e vecchi amici, facendo anche un po' di amarcord.

Sono passati molti messaggi che mi sono piaciuti. Ne cito due a memoria:

  1. "L'informatica non è facebook". Quanto è vero! Alcune persone, ingannate dalla facilità con la quale i propri figli apprendono i vari giochi, pensano che i CIO  non sappiano sfruttare le tecnologie come i loro figli. Molti non riescono a capire che le applicazioni più semplici, nascondono spesso tutta la complessità delle tecnologie. Penso alle compatibilità,  alla portabilità, all'integrità ed alla riservatezza dei dati. Tutte cose già superate dai figli prodigi secondo quei padri ignoranti. Il CIO deve guardare all'insieme e non ai falsi prodigi di Facebook o di YouTube. Se andiamo avanti così, la prossima generazione saranno tutti cineasti.

  2. "Bisogna saper ascoltare".  C'è chi parte a testa bassa e ti inonda di notizie che non gli hai chiesto, compresi i particolari tecnici. Se l'interlocutore dopo una filippica ti chiede proprio quello che cercavi di dire, significa che il tuo approccio non funziona. Quindi, è sacrosanto saper ascoltare, ma è altrettanto vero che bisogna saper parlare la lingua dell'interlocutore di turno. Alle persone bisogna dire solo quello che vogliono sentirsi dire, con il loro linguaggio. A volte, essere troppo tecnici con l'interlocutore sbagliato è addirittura controproducente. E' sacrosanto "saper ascoltare", ma dobbiamo anche imparare a porgere le notizie per farci ascoltare. Ad esempio, quanta attenzione poniamo nel dialogare con lo sponsor? Leggi "Attenzione allo Sponsor" per approfondire.

Dopo i vari interventi, abbiamo assistito alla simulazione molto efficace dei rapporti tra un CIO e l'Unità di Marketing di una azienda ipotetica. E' stata sceneggiata la mancanza di conoscenza dei principi base del project management. Il Marketing dopo essersi lamentato dei servizi IT, ha chiesto delle modifiche innovative, con una certa determinazione anche nel linguaggio:

  • IO VOGLIO la possibilità di personalizzare le offerte ai miei clienti.

  • IO VOGLIO la possibilità di assemblare più prodotti in una offerta.

  • IO VOGLIO ....

Spesso nei confronti dell'IT si usa proprio questo linguaggio, mentre basterebbe dire la stessa cosa, con parole e toni più pacati:

  • Che ne pensi della possibilità di personalizzare le offerte in ... ?

  • Quanto tempo pensi che ci vorrà per ....  ?

  • Sarebbe fattibile una cosa del genere .... ?

Con un approccio più collaborativo si otterrebbe molto di più. Però le cose vanno proprio così.

Il CIO ha raccolto le richieste, però, anziché rispondere puntualmente ad una richiesta di miglioria evolutiva, ha colto l'occasione per dare una sistemata alla sua organizzazione.

Fortunatamente era una recita, altrimenti di fronte alla richiesta di un bicchier d'acqua di un assetato, il CIO si sarebbe messo a scavare un pozzo. Ma chi glielo aveva chiesto? Con chi altro lo aveva discusso?

Anche la platea ha ribadito che una simile richiesta doveva coinvolgere l'alto management, invece, autonomamente il CIO ha approfittato di una richiesta per realizzare un  progetto innovativo per la gestione progetti.  In questo caso il CIO ha confuso la sua delega con l'autonomia. Con il sostegno dell'Unità di Marketing, il CIO ha  implementato, in cinque mesi, un tool di Project e Portfolio Management spacciandolo per la soluzione dell'esigenza del Marketing che era di tutt'altra natura.

 La scenetta ha mostrato con efficacia ciò che non andrebbe fatto nella realtà: le contraddizioni di molti contesti aziendali.

Addio "Time to Market"! Non si può rispondere ad una richiesta del marketing dopo cinque mesi  con un tool e non con una soluzione applicativa. Entrambi CIO e Unità di Marketing hanno trasferito il problema dalla sete di acqua all'ambizione di possedere un pozzo.

La risposta del CIO, invece, poteva essere molto più semplice, fermo restando il suo proposito di organizzare la gestione generale di tutti i progetti. Esempio:

  • Ottimo,  per favore, concordiamo insieme cosa  modificare subito per soddisfare la tua richiesta e capiamo l'impatto sull'intero applicativo. Vediamo se possiamo modificarlo e come.

  • In base ai risultati e al budget disponibile scegliamo l'alternativa migliore.

  • Io avrei bisogno di un caso pilota per impostare una nuova gestione dei progetti, vediamo  se la tua richiesta può essere di aiuto alla mia iniziativa.

In sostanza, il CIO non poteva strumentalizzare una sola richiesta di modifiche per riorganizzare la sua gestione delle applicazioni. Le richieste di modifiche vanno affrontate con i mezzi che si hanno a disposizione, attraverso i processi di "Change Management" in vigore. Altra cosa è  riconoscere che le procedure di "Change Management" sono deboli e vanno riviste.

Il CIO non può rispondere ad un problema di una divisione con la soluzione di un suo problema. Ecco perché la platea ha invocato giustamente il coinvolgimento dello sponsor.

La risposta del CIO è risultata eccessiva rispetto alla richiesta, inoltre, l'implementazione di un tool di Project e Portfolio Management non può essere ridotta ad una semplice catalogazione dei  progetti.

L'errore che più comunemente viene commesso è: illudersi che l'ennesimo tool possa raddrizzare le cose, dimenticandosi di incidere sulla cultura delle persone. Infatti, nessuno ha parlato di formazione.

Le richieste degli utenti hanno bisogno di risposte immediate, mentre la creazione di un PMO con gestione  Portfolio richiede anni per modificare il comportamento delle persone. Il CIO non può ignorare di far parte di un Board, quindi non può avviare iniziative senza coinvolgere il top management e trovare una forte sponsorizzazione. Invito a leggere l'ultimo articolo in materia di Portfolio Management per precisare un po' di punti. In conclusione, grazie a ITSMF, perché mi sono divertito.

punto elenco

Proposte: Come Crescere Professionalmente

 

PMP-Prep Online

  • Oltre 600 slide sul programma di esame

  • 11 esercizi di verifica

  • Mappa dei processi del PMBOK e loro componenti

  • PMBOK Guide  in Italiano ed in  Inglese

  • Simulatore d'esame con oltre 1000 domande

  • Assistenza di un mentor certificato

La soluzione per certificarti  

PMP o CAPM in meno di 100 giorni

 

CIO del 21° Secolo

Il CIO del 21° secolo deve essere più attento al business.

Essere solo esperti informatici non basta, anzi non paga.

Mike Sisco ha messo insieme le  informazioni per essere un bravo  CIO e molti nel mondo si stanno anche certificando

IT Manager (ITBCM)

(da non confondere con le  complementari Certificazioni ITIL)

punto elenco

Notizie Varie:    Comunità per Project Manager

TenStep Italia News

Area di discussione in lingua italiana su Linkedin

Registrati e raccontaci la tua esperienza. Hai visto mai?

La Comunità del Project Management

English Spanish Portuguese Bulgarian French English Spanish Croatian Spanish French German Hungarian Indian English Hebrew  Italian Japanese Spanish Spanish Polish Portuguese Romanian and Moldavian English Caribbean Dutch Swedish French Ukrainian

Condizioni Generali            |        Mappa del sito principale              |           Informativa sulla Privacy          |         Contattaci        |   

TenStep Italia di Vito Madaio - Via Orazio Console 140 -  00128 Roma  -  tel. 39-348-3974474 - 39-06-5088134 - P. IVA 07627281004 - Copyright ©2004 - 2011