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Newsletter di TenStep Italia e PMTSI

3 Febbraio 2017

EDITORIALE: Dove Stiamo Andando?

Continuo a credere che l’Italia è una nazione dalle mille risorse, ma facciamo fatica a dimostrarlo.
Il debito pubblico continua a crescere insieme alle imposte indirette.  Per rispondere ai rilievi della Commissione Europea ricorreremo al ritocco delle accise, alla fantomatica spending review ed alla caccia agli evasori fiscali.
Ma dove stiamo andando?
La ripresa è dietro l’angolo, la porterà il Piano Nazionale Industria 4.0  – la 4^ rivoluzione industriale.
Ha funzionato in Germania, perché non dovrebbe funzionare anche in Italia?
Il piano promette un cambiamento culturale con  la governance di una cabina di regia a livello governativo a più voci (slide 7 del piano). E’ interessante sapere che si prevede la formazione di:
  • 200.000 studenti universitari e 3.000 manager specializzati su temi I4.0
  • +100% studenti iscritti ad Istituti Tecnici Superiori su temi I4.0
  • ~1.400 dottorati di ricerca con focus su I4.0 (vs. ~5.000 previsti nel PNR)

Saranno istituiti almeno 3 Competence Center Nazionali con forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati; Contribuzione di stakeholder chiave (e.g. centri di ricerca, start-up,..); Polarizzazione dei centri su ambiti tecnologici specifici e complementari; Modello giuridico e competenze manageriali adeguate.

Ecco come sono stati enunciati gli obiettivi del piano a Settembre 2016.

Se il cambiamento culturale necessario sarà una rivoluzione industriale è presto per dirlo. Quello che dispiace è che non si parla apertamente di cultura del Project Management, eppure il cambiamento culturale richiede soprattutto competenze nella gestione dei progetti.
Per questo motivo, sono fiducioso che, quanto prima, saremo coinvolti come scuole di formazione sulla disciplina del Project Management, affinché il cambiamento non resti solo sulla carta. 

Buona lettura

Vito Madaio, PMP®, TSPM®
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REGOLE: Propositi, Strategie e Obiettivi

Estratto da un passo della Metodologia di Project TenStep

Panoramica

I propositi (goal) sono dichiarazioni di alto livello che indicano ciò che il progetto cerca di realizzare. Le strategie descrivono come si realizzeranno tali propositi. Gli obiettivi, invece, sono dichiarazioni di livello più basso dei propositi che descrivono prodotti tangibili specifici e deliverable che il progetto dovrà produrre.

Definire Propositi e Obiettivi è più un’arte che una scienza ed è difficile definirli e allinearli correttamente. Però, con la pratica e l’utilizzo di alcune definizioni comuni, si possono identificare e specificare le differenze tra le due definizioni: propositi e obiettivi.

Propositi o Intenti (Goal)

TenStep non utilizza l’espressione “Goal di progetto”. I Goal sono più a livello organizzativo, mentre gli obiettivi sono a livello di singolo progetto.

I propositi (goal o sogni dell’imprenditore) sono dichiarazioni di alto livello che descrivono su cosa sarà concentrata l’organizzazione nei prossimi tre – cinque anni. Per esempio, uno dei propositi potrebbe essere “aumentare il livello di soddisfazione totale degli utenti che chiedono supporto.”

Poiché il proposito è ad un livello alto, può essere necessario più di un progetto per raggiungerlo. Nell’ipotesi precedente, ci può essere una componente tecnologica per aumentare la soddisfazione degli utenti; ci possono essere nuove procedure, nuovi corsi di formazione, riorganizzazione del servizio di help desk e modifiche al sistema salariale. Possono essere necessari diversi progetti su un lungo periodo per realizzare il proposito dell’esempio.

Il proposito fa riferimento ai benefici di business in termini di costo, velocità e/o qualità.

Nel precedente esempio, l’attenzione è sulla qualità del servizio, anche se il progetto non è direttamente a supporto del business, c’è un legame indiretto.

Per esempio, un progetto di potenziamento delle infrastruttura IT che installa un nuovo server, in ultima analisi, può fornire migliori tempi di risposta agli utenti, migliore prezzo / prestazioni, o altri benefici di business. Se non c’è più valore di business, non ha senso avviare il progetto.

Se riesci a misurare il soddisfacimento di un proposito, probabilmente, è ad un livello troppo basso, pertanto è più un obiettivo. Se un proposito non è raggiungibile con una combinazione di progetti, forse è stato scritto ad un livello troppo alto.

Nell’esempio precedente, si dovrebbero intraprendere uno o più progetti per aumentare la soddisfazione dell’utente. Il desiderio (goal) di raggiungere la piena soddisfazione dell’utente non è possibile con qualsiasi combinazione di progetti, però può indicare la direzione e le aspirazioni non realizzabili completamente.

E’ importante comprendere business e propositi (goal), anche se, secondo la metodologia TenStep, i propositi non fanno parte del Capitolato di Progetto. I propositi sono più importanti dal punto di vista del business. Lo scopo di un progetto è contribuire al raggiungimento degli scopi del business o della strategia aziendale, detta “allineamento”.

Se un progetto non è allineato con le strategie dell’organizzazione non dovrebbe essere avviato. Il project manager deve comprendere i propositi di business ai quali il progetto potrà contribuire.

Strategia di Business

I propositi dicono cosa è importante; le strategie dicono come raggiungere i propositi. Ci possono essere molti modi di raggiungere i propri propositi. Le strategie impostano ad alto livello come l’organizzazione raggiungerà quei propostiti attraverso la visione a lungo termine.

Possono essere autorizzati progetti che contribuiscono direttamente ai propositi dell’organizzazione, oppure progetti che contribuiscono soltanto alla strategia.

In generale, nessun progetto (o nessun lavoro) dovrebbe partire se non è allineato alla strategia.

Obiettivi di Progetto

Gli obiettivi sono dichiarazioni concrete che descrivono cosa il progetto cerca di realizzare. Un obiettivo va scritto in modo che possa essere misurato a conclusione del progetto per vedere se è stato raggiunto. Al contrario della vaghezza dei propositi, un obiettivo deve essere Specifico, Misurabile, Realizzabile, Realistico e Fissato nel tempo (SMART – un modo per qualificare un obiettivo, ma che non deve necessariamente essere SMART per essere valido).

Un esempio di obiettivo potrebbe essere “potenziare il centralino telefonico dell’ help desk per il 31/12, per ridurre il tempo di attesa degli utenti entro i due minuti “.

  • L’obiettivo è molto più concreto e specifico rispetto al precedente proposito generale.
  • L’obiettivo è misurabile in termini di tempi medi di attesa che il nuovo centralino cerca di ottenere.
  • Si può assumere che l’obiettivo è raggiungibile e realistico.
  • L’obiettivo ha una scadenza e deve essere raggiunto per il 31 Dicembre.

Gli obiettivi fanno riferimento a precise deliverable di progetto. Nell’esempio precedente, l’obiettivo si riferisce al potenziamento del centralino telefonico. Se non si può determinare cosa bisogna fare per raggiungere quell’obiettivo, forse l’obiettivo è formulato ad un livello troppo alto. Al contrario, se un obiettivo descrive le caratteristiche delle deliverable, forse è scritto ad un livello troppo basso. Se, invece descrive i componenti e le funzioni, è più un requisito che un obiettivo.

Se il progetto fa parte di un grande programma, gli obiettivi di tutti i sottostanti progetti devono essere allineati agli obiettivi del programma.

Importanza degli Obiettivi

Gli obiettivi sono importanti perché mostrano l’intesa tra project manager e Sponsor del progetto sul contenuto globale del progetto. Le deliverable specifiche di un progetti IT, per esempio, possono avere senso o meno per lo sponsor. Comunque, gli obiettivi devono essere scritti in modo che siano comprensibili da tutti gli stakeholder.

Gli obiettivi sono di valore anche perché forniscono l’allineamento dei propositi alle strategie dell’organizzazione. Non bisogna autorizzare progetti con propositi non allineati alle strategie.

Definire gli Obiettivi Prima che Parta il Progetto

Gli obiettivi, i propositi e le strategie di business devono essere definiti e concordati prima che il progetto possa avere inizio. Le deliverable del progetto vengono create in base agli obiettivi.

Su molti progetti è più facile vedere le deliverable da sviluppare, anziché gli obiettivi che perseguono la loro realizzazione. Invece, è importante avere entrambi: obiettivi e deliverable.

Se credi di conoscere le deliverable da realizzare, lavora con lo Sponsor sul perché esse devono essere realizzate. La risposta a questa domanda aiuta a mettere a fuoco gli obiettivi del progetto. Dopo, sarai sicuro che tutti gli obiettivi sono allineati ai propositi ed alle strategie di business.

Se pensi di dover realizzare certe deliverable, ma non riesci a collegarle agli obiettivi di progetto ed ai propositi di business, ti devi chiedere seriamente perché le stai facendo.

Una semplice riunione con i maggiori stakeholder interessati è un buon modo per stabilire gli obiettivi e ottenere il consenso allo stesso tempo.

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ESPERIENZE: Origini del Metodo Delphi

Ecco come viene illustrato il metodo Delphi nella Metodologia TenStep: <<Delphi. La tecnica Delphi è simile all’opinione dell’esperto, eccetto che utilizza più esperti per arrivare ad una stima condivisa tra loro. Con la tecnica Delphi  prima si identificano due  o più esperti del tipo di lavoro da valutare, poi,  vengono fatte circolare le informazioni rilevanti raccolte, tra tutti gli esperti del gruppo, in modalità anonima, per raccogliere le loro opinioni su ogni stima. Gli esperti possono restituire una nuova stima dell’impegno con assunzioni, rischi, etc. in base alla loro esperienza. Se i numeri sono relativamente vicini,  si possono utilizzare direttamente per la stima finale. Se le stime non sono proprio vicine o alcune sono vicine e altre lontane, bisogna comunicare nuovamente tutte le stime a tutti, con annesse assunzioni e rischi, per una ulteriore verifica. Così, gli esperti possono considerare le stime, le assunzioni, etc, fatte da tutti gli altri esperti, invitati a fare la stessa stima. Alla fine, bisogna chiedere ad ognuno degli esperti di fornire una nuova stima del lavoro. Con questo meccanismo, si spera che le stime risultino più vicine, poiché gli esperti  hanno potuto confrontare l’opinione degli altri esperti. La tecnica Delphi utilizza più esperti e poi fornisce le linee guida per dare senso alla stima scelta se gli esperti sono di pareri discordanti.>>

Vediamo le Origini del Metodo Delphi.

Gli oracoli facevano parte della religione e della cultura della Grecia antica. Dopo alcuni rituali, l’oracolo rispondeva alla domanda del pellegrino, che, di solito, riguardava il futuro di un uomo.

La risposta si pensava che provenisse dagli dei, tramite la sacerdotessa, sempre una donna, detta “pizia” o “pitonessa”. All’inizio doveva essere una vergine, poi,  sono state amesse anche le altre donne.

L’oracolo di Delphi si trova sul monte Parnaso, vicino Corinto e ne’antichità veniva considerato “l’ombelico del mondo“. Nel VII a.C. veniva considerato la principale fonte di saggezza, per cui ogni decisione passava per un pellegrinaggio a Delphi, per interrogare l’oracolo. E’ rimasto in vigore fino ai primi secoli dell’era cristiana.

Dalla Mitologia Greca

Secondo la mitologia, Zeus ordinò al figlio Apollo di recarsi a Delphi dove esisteva già l’oracolo di Temi, dedicato alla dea della legge. Apollo arrivò a Delphi l’anno successivo, in piena Estate, perciò a partire dall’arrivo di Apollo ogni anno si festeggiava l’arrivo dell’Estate con un sacrificio. Il compito di Apollo era sostituirsi al precedente oracolo, uccidendo il Drago o il Pitone, da cui discendeva il nome  “pizia” o “pitonessa” attribuito alle sacerdotesse. Apollo riuscì nell’impresa, sostituendosi al Pitone nel controllo dell’oracolo, per predire il futuro di uomini potenti,  attraverso una sacerdotessa.

L’oracolo era interrogabile solo nove volte all’anno, nel settimo giorno del mese. La pizia entrava in un’area riservata (adython), si sedeva su un tripode ed entrava in uno stato di trance, come se fosse posseduta da Apollo.

Non è dato sapere cosa accadesse di preciso quando la pizia era in trance, perché la pizia non era visibile. Si racconta che una sacerdotessa proclamò Socrateil più saggio di tutti gli uomini” e che abbia interrogato l’oracolo anche Alessandro Magno per assicurarsi vittorie continue.

Anche i cristiani hanno confermato questa descrizione come sostiene Origene e San Giovanni Crisostomo:

<< Il tripode della pitonessa o pizia si trovava su una spaccatura molto profonda della roccia. Da quella fenditura uscivano gas venefici che inducevano rapidamente nella donna uno stato di ubriachezza e disperazione insieme a grandi brividi, cadeva cioè in deliquio, era scarmigliata ed emetteva schiuma dalla bocca. Inoltre, masticava foglie di alloro, il che l’aiutava a raggiungere quello stato.>>

Ricerche recenti

Recentemente, sono state fatte molte ricerche in quell’area per individuare la faglia in questione, ritenendo falsi gli scritti dei cristiani.  Nel 1840, l’archeologo tedesco K.O. Muller avviò degli scavi a Delphi, consentendo  di  localizzare il tempio,  l’adython, e continuando a cercare la faglia che avrebbe dovuto emettere gas tossici.

Nel 1950, un archeologo francese Pierre Amandry concluse che, non essendo Patrasso una zona vulcanica, la trance della pizia era una semplice messa in scena architettata dai sacerdoti di Apollo.

Spiegazione dei gas venefici

Nel 1985, un geologo greco Jelle Z. de Boer scoprì una spaccatura della montagna che si restringeva fino alla base del tempio. Nel 1995, altri geologi tornarono a Delphi per studiare la tesi dei gas venefici, scoprendo anche una seconda spaccatura che portava allo stesso punto del tempio di Apollo. Lo studio dell’architettura dell’adython evidenziò l’esistenza, in Grecia, di altri templi con fenditure che sprigionavano enormi quantità di CO2.

Una serie di esami portarono alla spiegazione più plausibile dei gas venefici sprigionati dalla stanza della pizia. Si doveva trattare di etilene dall’odore dolciastro. L’insieme di etilene, etanolo e metano causavano lo stato di trance della pizia. nel 2003, la rivista “Scientific American” ha pubblicato l’articolo “Questioning the Oracle of Delphi“ che, in un certo senso, conferma la tesi dei primi cristiani.

Fine dell’Oracolo di Delphi

Per molti secoli, la fine dell’oracolo di Delphi è stato attribuito ai cristiani che avevano distrutto tutto ciò che non fosse conforme alla propria religione.

Alcuni oceanografi, nel 1995, riuscirono a dimostrare che nel 373 d.C., un terremoto avrebbe modificato l’area di Patrasso, impedendo la fuoriuscita di gas dalla faglia esistita er diversi secoli. Infatti, dal 380 d.C., il tempio fu abbandonato quasi totalmente. In uno delle ultime interrogazioni l’oracolo così rispose: <il tempio glorioso è caduto in rovina; Apollo non ha più un tetto sul capo; le foglie degli allori sono silenziose, le sorgenti e i ruscelli profetici sono morti>. Da allora in poi, non ha dato più risposte.

Se ti ho incuriosito con questo racconto, puoi approfondire ai seguenti link:

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