Project Management 

AAA SCRUM MASTER CERTIFIED CERCASI!

Il mondo del lavoro è in continua trasformazione. Beato chi  riesce a stare al passo!

La capacità di gestire i progetti rimane un’arma indispensabile per stare al passo nell’attuale mercato globale.

La disciplina del Project Management evolve, virando pesantemente verso il mondo Agile. E tu che fai?

Hai valutato di apprendere una metodologia Agile, e magari certificarti SCRUM MASTER?

La filosofia Agile, enunciata nel’Agile Manifesto nel 2001, si sta diffondendo a livello mondiale, attraverso le sottostanti metodologie che stanno rivoluzionando il modo di interagire con i propri clienti, anche sui grandi progetti.

I  piccoli progetti di sviluppo software hanno dimostrato che l’approccio Agile è tanto più valido, quanto meno si conoscono i requisiti iniziali di un progetto. Non è più il caso di perdere tempo a pianificare i dettagli di requisiti vaghi, ma è più preferibile procedere con piccole iterazioni incrementali, cercando di rilasciare il massimo valore al cliente.

La metodologia Agile più diffusa  a livello mondiale è SCRUM  – una metodologia scalabile, adatta a piccoli e grandi progetti, programmi o portfolio, in qualsiasi settore di industria.

Struttura di SCRUM?

Come il PMBOK ® Guide del PMI descrive lo schema del project management tradizionale,  il testo “A Guide to the Scrum Body of Knowledge (SBOK™ Guide)” di SCRUMstudy descrive principi,  aspetti e processi applicabili a qualsiasi progetto Agile.  Ecco, in sintesi come è strutturato SCRUM:

Sei principi della Metodologia di Project Management SCRUM

  1. Controllo Empirico di Processo
  2. Auto-organizzazione
  3. Collaborazione
  4. Prioritizzazione basata sul valore
  5. Time-boxing
  6. Sviluppo Iterativo.

Cinque Aspetti della Metodologia di Project Management SCRUM

  1. Organizzazione
  2. Giustificazione commerciale
  3. Qualità
  4. Cambiamento
  5. Rischio

Cinque Fasi della Metodologia di Project Management SCRUM

  1. Inizio
  2. Pianificazione e Stima
  3. Implementazione
  4. Revisione e Retrospettiva
  5. Rilascio

Diciannove Processi della Metodologia di Project Management SCRUM

1 – Fase di INIZIO

  1. Creare la Vision del Progetto
  2. Identificare lo Scrum Master e gli Stakeholder
  3. Formare lo Scrum Team
  4. Sviluppare le Epic
  5. Creare il Prioritized Product Backlog
  6. Eseguire la Pianificazione dei Rilasci

2 – Fase di PIANIFICAZIONE e STIMA

  1. Creare le User Story
  2. Approvare, Stimare e Prendere in Carico le User Story
  3. Creare le Attività
  4. Stimare le Attività
  5. Creare lo Sprint Backlog

3 – Fase di IMPLEMENTAZIONE

  1. Creare i Deliverable
  2. Condurre il Daily Standup
  3. Mettere a Punto il Prioritized Product Backlog

4 – Fase di REVISIONE E RETROSPETTIVA

  1. Convocare lo Scrum degli Scrum
  2. Illustrare e Convalidare lo Sprint
  3. Retrospettiva dello Sprint

5 – Fase di RILASCIO

  1. Consegnare i Deliverable
  2. Retrospettiva del Progetto

Per ogni processo sono definiti nel dettaglio input, output e tool ch si possono utilizzare, distinguendo tra componenti obbligatori e componenti facoltativi in base ai requisiti del progetto specifico,  all‘organizzazione e alle linee guida del comitato Scrum Guidance Body (SGB) – se esiste.

Scrum è una metodologia adattiva, iterativa, veloce, flessibile ed efficace, volta alla realizzazione di valore in tempi rapidi, per tutta la durata del progetto, garantendo la trasparenza delle comunicazioni in un ambiente collettivamente responsabile. Pertanto, il successo dei progetti Agile dipende dalla cultura collettiva dell’organizzazione, in primis determinata dalla sponsorizzazione del cambiamento da parte dell’alto management.  Non basta uno specialista per creare un ambiente Agile, occorre il coinvolgimento di tutti, compreso il management dell’impresa.

Come funziona la Metodologia di Project Management SCRUM?

Il primo passodella metodologia consiste nella creazione della Visione del Progetto da parte di un gruppo di stakeholder, quando ancora non esiste il progetto. Con la Visione del Progetto viene anche individuato il Product Owner – la figura professionale che rappresenterà “la voce del cliente” presso il team di sviluppo del progetto.

Il Product Owner, per prima cosa, individua lo Scrum Master, insieme al quale sceglie i membri del Team di Progetto (SCRUM Team). Subito dopo, si dedica allo sviluppo del Prioritized Product Backlog – l’elenco dei requisiti  ordinati per priorità e formalizzati come User Story  – in pratica lo scope del progetto. Il Team di Progetto, in base alle priorità indicate dal Product Owner, stima e organizza come lavorare le User Story in una serie di iterazioni (Sprint)  per rilasciare piccoli incrementi di prodotto, potenzialmente consegnabili. Le iterazioni possono durare da una a sei settimane.

Ogni giorno, nel Daily Standup Meeting –  una riunione di 15 minuti, facilitata dallo Scrum Master, i membri dello Scrum Team  rispondono a tre domande specifiche:

  • Che cosa ho completato ieri?
  • Cosa completerò oggi?
  • Quali impedimenti o ostacoli sto eventualmente incontrando in questo momento?

Verso fine Sprint, si  mostrano i Deliverable sviluppati al Product Owner e agli stakeholder interessati. Il Product Owner ha la facoltà di accettare o rigettare i Deliverable sulla base dei Criteri di Accettazione predefiniti.

Lo Sprint termina con un’altra riunione detta Retrospect Sprint Meeting, per discutere come migliorare la performance dello Sprint successivo. Analogamente, a fine progetto si tiene un’altra riunione detta Retrospect Project Meeting, per individuare le lezioni apprese  e come migliorare la produttività dei progetti futuri.

Tutto ciò è applicabile a progetti, programmi e portfolio anche  su progetti  distribuiti geograficamente. I progetti di grandi dimensioni possono avere più Team in parallelo, da sincronizzare con processi specifici tipo lo  Scrum degli Scrum, dove ci si aggiorna sullo stato dell’arte dei vari Team , sincronizzando le attività con interdipendenze.

Tutto ciò è ben dettagliato nello SBOK™ Guide dal quale ho estratto le seguenti definizioni.

Principi di Scrum

  1. Controllo Empirico di Processo – si basa sulle tre idee di trasparenza, ispezione e adattamento.
  2. Auto-organizzazione – adesione totale e assunzione di responsabilità per realizzare il massimo valore, auto organizzandosi, in  un ambiente innovativo e creativo.
  3. Collaborazione – ambiente di lavoro positivo basato su: consapevolezza, articolazione e appropriazione.
  4. Prioritizzazione in base al Valore – cercare di produrre il massimo valore di business, per tutta la durata del progetto.
  5. Time-boxing – il tempo è un vincolo limitante, utilizzato per gestire efficacemente la pianificazione e l‘esecuzione del progetto, esempio: Sprint,  Daily Standup Meeting, Sprint Planning Meeting e Sprint Review hanno una durata predeterminata.
  6. Sviluppo Iterativo – gestione del cambiamento in modo incrementale, con la collaborazione del Product Owner, dello SCRUM Master e del Team di Progetto.

Aspetti di Scrum

  1. Organizzazione – definizione di ruoli e responsabilità per assicurare il buon esito del progetto. Product Owner, SCRUM Master e Team di Progetto rappresentano i ruoli importanti (Core Role), obbligatoriamente richiesti per la produzione del prodotto del progetto, dedicati al progetto e in sostanza responsabili del successo del progetto nel suo insieme.
  2. Giustificazione Commerciale – con uno studio di fattibilità, si comprende meglio l’esigenza di business da colmare, mitigando l’incertezza insita in ogni  Gli obiettivi del progetto vengono continuamente adattati alla giustificazione commerciale del progetto alla quale contribuiscono tutti, oltre al Product Owner.
  3. Qualità – l‘abilità del prodotto o dei deliverable completati di soddisfare i Criteri di Accettazione e realizzare il valore di business atteso dal cliente. Per soddisfare i requisiti di qualità, Scrum adotta un approccio di miglioramento continuo dove il team apprende dall‘esperienza e dal coinvolgimento degli stakeholder, aggiornando continuamente il Backlog con le richieste di modifiche ai requisiti. Poiché il prodotto si realizza per incrementi successivi, gli errori o i difetti vengono scoperti, immediatamente nel corso del progetto, anziché alla fine.
  4. Cambiamento – tutti i progetti possono subire dei cambiamenti. I processi SCRUM accettano che vi siano continui cambiamenti, cercando di massimizzare i benefici e minimizzando gli impatti negativi. Gli stakeholder possono cambiare idea su ciò che vogliono, in più a inizio progetto non sanno ancora esattamente cosa vogliono. Gli utenti interagiscono con i membri del Team, osservano i deliverable parziali e modificando all’occorrenza  i requisiti degli Sprint successivi.
  5. Rischio – il rischio è uno o più eventi incerti che possono impattare gli obiettivi di un progetto, contribuendo al suo fallimento o successo: minacce e opportunità. La gestione del rischio consiste nell‘identificazione del rischio, la sua valutazione, la determinazione delle azioni necessarie e la loro messa in atto, in base a: probabilità di accadimento  e impatto in caso di accadimento.

Processi di Scrum

Fase di Inizio

  1. Creare la Vision del Progetto – esaminare il Business Case per creare la Dichiarazione della Visione del Progetto  e  identificare il Product Owner.
  2. Identificare lo Scrum Master e gli Stakeholder – identificare lo Scrum Master e gli Stakeholder con i Criteri di Selezione specifici dell’organizzazione.
  3. Formare lo Scrum Team – Product Owner e Scrum Master identificano  il Team di Progetto.
  4. Sviluppare le Epic – analisi dei requisiti sulla base della Dichiarazione della Visione del Progetto.
  5. Creare il Prioritized Product Backlog – perfezionare e mettere in priorità le Epic per creare un Prioritized Product Backlog, stabilendo anche i Done Criteria.
  6. Eseguire la Pianificazione dei Rilasci – riesaminare le User Story, sviluppando il Piano dei Rilasci e definendo la lunghezza dello Sprint.

Fase di Pianificazione e Stima

  1. Creare le User Story – il Product Owner crea le User Story ed i Criteri di Accettazione, sulla base dei requisiti espressi da utenti e stakeholder in genere.
  2. Approvare, Stimare e Prendere in Carico le User Story – Il Product Owner le User Story di ogni Sprint, poi, Scrum Master e Team di Progetto  stimano l‘impegno richiesto per svilupparle e infine il Team assume l‘impegno di realizzarle.
  3. Creare le Attività – scomporre le User Story in attività, definendo la lista dei task.
  4. Stimare le Attività –  Stimare l’impegno necessario per realizzare ogni attività.
  5. Creare lo Sprint Backlog – Individuare le attività da eseguire in ogni Sprint.

Fase di Implementazione

  1. Creare i Deliverable – il team crea i Deliverable dello Sprint, evidenziando l’avanzamento su una Scrumboard e annotando eventuali problemi sul Registro degli Impedimenti.
  2. Condurre il Daily Standup – una breve riunione giornaliera per aggiornarsi reciprocamente sullo stato di avanzamento dello Sprint e su eventuali
  3. Sistemare il Prioritized Product Backlog – aggiornare continuamente il Prioritized Product Backlog.

Fase di Revisione e Retrospettiva

  1. Convocare lo Scrum degli Scrum – i rappresentanti dei vari Scrum Team di un grande progetto si riuniscono per tenere lo Scrum of Scrums (SoS) Meeting ogni qualvolta sia necessario per collaborare e  monitorare il rispettivo stato di avanzamento, gli impedimenti e le dipendenze fra i vari team.
  2. Illustrare e Convalidare lo Sprint – lo Scrum Team presenta i  Deliverable realizzati, mentre il Product Owner e agli opportuni Stakeholder li approvano sulla base dei criteri di accettazione.
  3. Retrospettiva dello Sprint – Scrum Master e Scrum Team si riuniscono per discutere le lezioni apprese nel corso dello Sprint per il miglioramento continuo degli Sprint successivi.

Fase di Rilascio

  1. Consegnare i Deliverable – consegna al cliente dei Deliverable Accettati dal Product Owner.
  2. Retrospettiva del Progetto – a conclusione del progetto, gli stakeholder e lo Scrum Core Team (Product Owner, Scrum Master e Scrum Team) esaminano retrospettivamente il progetto per  identificare, documentare ed assimilare le lezioni apprese per il miglioramento nei progetti futuri.

L’intero testo dello SBOK™ Guide è accessibile a tutti gli iscritti ai nostri corsi online per preparare le seguenti certificazioni:

Alla base di queste certificazioni potrebbe essere molto utile il corso online, basato sullo   SBOK™ Guide, sui

Fondamentali della Metodologia SCRUM

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