Newsletter di TenStep Italia e PMTSI

15 Novembre 2017

EDITORIALE: La dannazione delle stime

Anche quest’anno, fortunatamente, la raccolta delle olive è stata abbondante e con un olio eccezionale.  Temevamo una brutta annata per la scarsità di  piogge durante l’estate, ma alla fine i risultati sono stati migliori di quelli attesi.

Ancora una volta le stime pessimistiche hanno avuto la peggio. Meglio avere fede!

Ma ritornando in città ed alla nostra attività di consulenza e formazione, possiamo affermare che le cose non sono tanto diverse. In questi giorni, il Capo del Governo ripete continuamente che la crisi è finita. Dobbiamo proprio crederci?

Se così fosse, dovremmo essere tutti oberati di lavoro. Invece, non è proprio così, anche se qualcosa si muove: molte aziende chiedono i preventivi per sviluppare il budget di formazione per il prossimo anno. E’ più che corretto, come è corretto per noi determinare l’area sulla quale concentrarci.

Ho partecipato come speaker al PMEXPO 2017 del 27 Ottobre a Roma. Alla manifestazione hanno partecipato circa 900 persone: molti erano addetti ai lavori, con qualche raro responsabile di azienda. Un’altra grande occasione persa! I responsabili delle aziende, oltre a fare network, avrebbero potuto evidenziare le loro esigenze per l’adozione della giusta metodologia di project management o per decidere su quali certificazioni puntare nei prossimi anni. Ad esempio, molti hanno manifestato interesse per il mio intervento su “La Norma UNI nel Project Management” dove ho delineato come e perché occorre puntare ad una certificazione da Project Manager, riconosciuta da ACCREDIA.

Invece, sembra più consistente e reale l’interesse per la Gestione del Rischio. In quest’area stiamo crescendo a vista d’occhio, proponendo un ventaglio di soluzioni per tutti i settori:

Queste conoscenze sono quasi obbligate per l’andata in vigore della Norma ISO 9001:2015 molto più stringente sulla  valutazione dei rischi e relativi piani per affrontarli. Inoltre, dal 25 Maggio 2018, entrerà in vigore il nuovo GDPR sulla protezione delle informazioni nell’abito dell’innovazione digitale, dove bisognerà garantire “data protection by design” e “data protection impact assessment” – due pilastri della gestione del rischio della sicurezza delle informazioni.

Non possiamo trascurare l’evoluzione dello standard di project management proposto dal PMI con il PMBOK ® Guide 6th.

Siamo impegnati a mettere a disposizione l’allineamento del materiale del corso per preparare l’esame di certificazione PMP o CAPM entro il 31 Dicembre 2017, per consentire di preparare il proprio esame allineato al nuovo standard. Il PMI ha pianificato il nuovo esame PMO al partire dal 26 Marzo 2018.

Devo anche segnalare un piccolo ritocco alle modalità di acquisto del nostro best seller, il corso PMP-Prep Online:

Non sarà più possibile acquistare  il corso senza simulatore di esame, mentre sarà ancora possibile acquistare soltanto il simulatore.

Ormai l’offerta formativa di TenStep Italia e PMTSI investe molte certificazioni da Project Manager, Risk Manager, Business Analyst e Marketing Manager attraverso Organismi come: PMI, AXELOS, VMedu, IIBA e CEPAS Bureau Veritas.

Continua il nostro impegno sulla Certificazione PM_UNI-11648 che comprende: la nostra assistenza fino alla certificazione, il materiale didattico in formato cartaceo ed elettronico, esercitazioni, test finale e prove di esame scritte, sotto la guida dell’OdC CEPAS Bureau Veritas e la docenza di Vito Madaio e Fabrizio Nanni.

La Versione LIGHT del corso per la Certificazione da Project Manager secondo la norma UNI 11648:2016 consente di accedere  il materiale del corso in formato elettronico e di studiare in piena autonomia.

Buon lavoro a tutti

Vito Madaio, PMP®, TSPM™, SMC™


REGOLE: Tecniche di Risposta al Rischio

Estratto dalla Metodologia di Project Management TenStep

Rispondere al rischio negativo

Il project manager deve considerare diverse opzioni per rispondere ad un rischio. Le possibili risposte al  rischio negativo sono:

  • Accettare  il Rischio. Con questo approccio, il project manager  analizza il  rischio e decide di non  fare niente per una delle due ragioni seguenti: 1) Può ritenere che quel rischio debba essere gestito, ma  costo e impegno per gestirlo siano superiori all’impatto dell’evento stesso, perciò è preferibile affrontare l’onere del rischio se dovesse accadere  anziché  il costo della gestione del rischio. Poiché l’evento ha poche probabilità di accadimento, è anche possibile che non accada affatto. 2) Può non esistere un’attività ragionevole e praticabile per gestire il rischio. Questo è diverso dal motivo precedente, dove il costo era superiore al beneficio. In questo caso, non c’è modo di gestire il rischio, anche se è stato identificato come rischio di livello alto.
  • Monitorare il Rischio. Il project manager non gestisce proattivamente il rischio, ma lo osserva per capire se sta per verificarsi.  Se appare che l’evento sta per accadere, il team formula una diversa reazione in un momento successivo. Questo è un buon approccio se è stato identificato un rischio più avanti nel tempo. Per esempio, se l’evento è prevedibile tra nove mesi, non ha senso impiegare risorse per gestire il rischio in questo momento. E’ meglio monitorare il rischio mensilmente, poiché potrebbe anche scomparire nel tempo e se non scompare, il team potrà gestirlo nei mesi successivi.
  • Evitare il Rischio. Evitare il rischio significa rimuovere la condizione che può causare il problema rischio, eliminandolo. Per esempio, il rischio associato ad un particolare fornitore può essere evitato rivolgendosi ad un altro fornitore.
  • Trasferire il Rischio. In alcune situazioni, la responsabilità della gestione di un rischio può essere tolta dal progetto trasferendola  ad un’altra entità o terza parte. Per esempio, affidando all’esterno una funzione elimina quel particolare rischio per il team di progetto. L’evento rischio rimane, ma è a carico di un’altra entità.  La terza parte potrebbe avere particolare esperienza che le consente di eseguire il lavoro senza il rischio. Anche se il rischio è ancora presente, è compito di un altro soggetto fronteggiarlo. Un altro esempio di trasferimento del rischio è la stipula di una polizza di assicurazione. In un semplice esempio, potresti avere un oggetto di valore molto fragile che deve essere spedito al team di progetto. Il rischio è che il materiale possa essere danneggiato. Puoi cedere il rischio finanziario assicurando la spedizione. Naturalmente, se l’oggetto viene danneggiato, lo stesso potresti perdere tempo ad aspettare che venga inviato un oggetto sostitutivo, però eviti il rischio finanziario. In cambio di un premio, l’assicuratore si assume il rischio finanziario.
  • Mitigare il rischio. Questo è l’approccio da applicare in molti casi. Mitigare il rischio significa mettere in piedi un piano per ridurre la probabilità di accadimento del rischio (se si riduce a zero % si elimina il rischio) e/o minimizzare l’impatto sul progetto (portando a zero l’impatto è come se si eliminasse il rischio). In molti casi non è possibile eliminare completamente un rischio, ma avendo tempo per prepararsi, si può minimizzare la probabilità di accadimento dell’evento, o minimizzare l’impatto sul progetto.

Queste cinque strategie vengono utilizzate per il classico rischio negativo.

Rispondere al rischio positivo

Per rispondere ad un rischio positivo, si utilizza la strategia dell’accettazione, individuando come trarne il massimo vantaggio. Ecco  gli altri tipi di risposta:

  • Accettare. Rimuovere l’incertezza dell’evento rischio, facendo in modo che l’evento accada.
  • Condividere. Condividere il rischio  con altri più capaci di trarre vantaggio dal rischio positivo.
  • Migliorare. Cercare di aumentare le probabilità o aumentarne l’ampiezza del beneficio se si verifica.

Non bisogna pensare che ogni rischio richieda una sola attività come risposta. E’ più probabile che la risposta al rischio richieda parecchie attività di natura diversa per avere successo.


ESPERIENZE: Problema di Comunicazione tramite HOTMAIL

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(per favore, non registrarti con una utenza ….@hotmail.it ( o com)

Approfitto di questa rubrica per denunciare un fatto sgradevole che si verifica quando cerco di comunicare con un indirizzo email gestito da Microsoft (…….@hotmail.com o …….@hotmail.it).

E’ vero che comunico via e-mail l’emissione di questa Newsletter ad un bel numero di visitatori, ma con questo Microsoft non ha affatto il diritto di considerarmi spammer, bollando le mie comunicazioni come non consegnabili SOLO agli utenti del webmail: HOTMAIL.

Ho provato a contattarle HOTMAIL, ma non ho ricevuto ancora nessuna risposta. Ecco cosa accade di intollerabile:

Quando invio una email ad un indirizzo …..@hotmail.it ( o com), ricevo questa sgradita comunicazione di rifiuto:

“” This message was created automatically by mail delivery software. A message that you sent could not be delivered to one or more of its recipients. This is a permanent error. The following address(es) failed:   destinatario@hotmail.it    – host mx3.hotmail.com [104.44.194.236]    SMTP error from remote mail server after pipelined MAIL FROM:<mittente@tenstep.it> SIZE=1109872:    550 SC-001 (SNT004-MC10F21) Unfortunately, messages from 46.32.253.67 weren’t sent. Please contact your Internet service provider since part of their network is on our block list. You can also refer your provider to http://mail.live.com/mail/troubleshooting.aspx#errors. “”

Il mio Internet provider garantisce che  il problema non è suo ma di HOTMAIL. A questo punto non mi resta che inviare la comunicazione con altro  mittente e contestualmente invitare tutti i miei utenti/visitatori, cortesemente di evitare di utilizzare HOTMAIL se vogliono continuare a ricevere  le mie comunicazioni.

Ovviamente, attendo ancora di essere contattato da un responsabile HOTMAIL per chiarire la situazione veramente inaccettabile!


INIZIATIVE: Prossimi Eventi Importanti

Ultima Edizione 2017 e PMBOK 5th

Preparazione Esame di Certificazione PMP o CAPM

Roma 11-15 Dicembre 2017

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