Newsletter di TenStep Italia & PMTSI

16 Marzo 2018

EDITORIALE: Il Valore della Formazione

In un mondo all’arrembaggio, a cosa serve la formazione?

Mi pongo questa domanda in seguito alle richieste di alcuni  professionisti che pensano ad un futuro in prospettiva e considerando quanti in realtà ci stanno rinunciando.

In coda alla mia carriera lavorativa ho trovato corretto occuparmi di formazione, ma, sinceramente, si fa troppa fatica. Da un lato bisogna stare al passo con le evoluzioni delle discipline, in particolare del project management nel mio caso, da un altro bisogna pur essere produttivi formando delle persone in qualcosa di specifico o anche sui fondamentali di una disciplina.

La crisi economica, terminata secondo  i governanti del momento, è quanto mai strisciante e perniciosa. Le aziende chiudono e licenziano e chi resiste, pur sapendo di aver tanto bisogno di formazione, la rimanda in attesa di tempi migliori. Arrivano tante  richieste a fronte di gare pubbliche che delle certificazioni. Si va verso le CERTIFICAZIONI ON DEMAND Con questo approccio non si va da nessuna parte!

Senza competenze di base, sarà difficile parlare di esperienza e di cultura organizzativa. Si preferisce vivere alla giornata.

Quando si renderanno conto del danno che si stanno facendo d soli, sarà troppo tardi. Un esercito di professionisti cinesi e indiani invaderà l’Italia e allora altro che problema migranti!

La formazione  è fondamentale sia a livello individuale sia a livello aziende. Bisogna avere le idee chiare e formulare piani a lunga scadenza, se si vuole creare una cultura organizzativa capace di cavalcare anche la dominante situazione  di discontinuità del lavoro, come se fosse un vantaggio e invece è una catastrofe per chi è costretto ad operare in situazioni di perenne provvisorietà.

Forse 40 anni fa’ era eccessivo pensare di spendere una vita lavorativa in una sola azienda, ma oggi è insopportabile sentire che un 40enne, dopo aver accumulato già una diecina di esperienze, è ancora alla ricerca di un impiego temporaneo.

Per chi vuole affrontare questo problema gigantesco, il contributo che possiamo dare noi è un’offerta massiccia di corsi online a buon mercato. Pomposamente li abbiamo chiamati “Formazione Light“. Si tratta di una serie di corsi, estratti dai corrispondenti corsi standard, per farne una collana topo “Discount”. Costeranno molto di meno e la differenza  consisterà in un minor periodo di accesso e del tipo di attestato che rilasceremo. In compenso il costo sarà notevolmente più contenuto.

Di questi corsi si può sempre organizzare anche un’edizione presso le sedi dei nostri clienti e nella  Formazione Finanziata, praticamente a costo zero.

Buon lavoro a tutti

Vito Madaio, PMP®, TSPM™, SMC™


REGOLE Raccogliere Metriche tramite Questionari

Estratto dalla Metodologia di Project Management TenStep

Questionari

Un modo per raccogliere metriche supplementari  è il ricorso ad un questionario (survey)  sulla soddisfazione dell’utente.  Per esempio, invece di tentare di misurare la risposta esatta di un’applicazione rispetto a qualche standard di servizio, puoi chiedere ai principali utenti se e quanto sono soddisfatti dei tempi di risposta dell’applicazione.

Dovrebbe avere senso che se l’applicazione viene valutata  4,5 su 5  (dove 5 è il punteggio più alto), stai facendo un ottimo lavoro.  Però, se il tuo survey scende a 1, 8 su 5 (dove 5 è il punteggio più alto), allora dovrebbe essere  ovvio che stai perdendo punti. Non occorre un sistema complicato per dimostrare questo. Un semplice survey  sulla soddisfazione del Cliente porta immediatamente a questo risultato.

Allo stesso modo, si possono raccogliere metriche che indicano  quanto ci si impiega a risolvere un problema. Ciò potrebbe richiedere di tracciare: quando arriva la richiesta iniziale, quando hai risposto la prima volta, quando la richiesta è stata soddisfatta.

Oppure, semplicemente, si possono  inviare dei questionari  all’utente, chiedendo se è soddisfatto dei tempi di risoluzione dei suoi problemi.

I sondaggi sono per loro natura qualitativi, cioè, riflettono l’opinione della persona che risponde. Perciò non necessariamente i criteri di successo dell’intero progetto si possono basare  sui sondaggi. Alcuni risultati sono ottenibili più facilmente quantitativamente.

Per esempio, non c’è motivo di fare un sondaggio per chiedere contabile alla contabilità  se le tue spese sono in linea con il budget; dovresti già disporre del dato. Al contrario, per molti altri tipi di metriche, si può fare una domanda qualitativa in sostituzione di una metrica quantitativa.

Un questionario può consistere in domande e spazio per le risposte. Molti questionari chiedono di indicare un peso nell’ambito di un range di valori ed un feedback scritto. Le risposte numeriche vengono utilizzate per valutare le metriche, mentre i feedback scritti forniscono opinioni aggiuntive che possono essere utilizzate nell’analisi delle metriche. Da un questionario ben impostato, si ricavano diverse informazioni utili, del tipo:

  • Quando cerchi di determinare come qualcosa interagisce con le persone, forse il miglior modo di ottenere dei feedback è chiederlo alle persone interessate. Ottenere feedback scritti è utile, ma  non permette di quantificare l’informazione. Invece, i sondaggi hanno questa flessibilità attraverso risposte numeriche da parte delle persone direttamente interessate.
  • Ci sono modi relativamente poco costosi per ottenere feedback da più fonti. Per esempio, se un venditore cerca di raccogliere il feedback da centinaia e centinaia di utenti, un sondaggio è un modo efficace che consentire ad una massa di gente di contribuire con una propria idea.
  • Il feedback numerico pesato può essere interpretato matematicamente con precisione e facilmente. Un grosso vantaggio dei sondaggi è che puoi raccogliere feedback da  enormi masse di gente e sintetizzare i risultati utilizzando semplici formule.
  • Da un feedback pesato, puoi ottenere  “aree di grigio”. Un sondaggio  permette di ricevere risposte basate su un range continuo (esempio da 1 a 5)  oppure su un range di possibili risultati.

Naturalmente, un approccio simile presenta anche molte debolezze, tra cui:

  • A meno che tu non lo imponga  in qualche modo, di solito, non si riceve indietro un’alta percentuale di questionari compilati. Infatti, bisogna essere contenti se rientra il 50% dei questionari spediti, mentre un rientro del 25% o meno è la norma. Se  ritornano pochi questionari compilati, non si può dire che i risultati  sono rappresentativi di tutto il gruppo.
  • Molti, forse la maggioranza dei sondaggi non sono ben scritti e a volte l’informazione ricevuta è sospetta. I problemi possono essere:
    • difficile da compilare, semplicemente per mancanza di spazio per le risposte,
    • i range di valori proposti sono confusi o inconsistenti,
    • le domande prevedono scelte multiple, mentre non sono rappresentate tutte  nella risposta,
    • le domande influenzano la risposta,
    • si chiede una risposta a fronte di una dichiarazione  che contiene due o più domande (per esempio sei contento del tempo e del formato di un  report).

Bisogna anche decidere se i partecipanti al sondaggio devono farsi identificare. Chiedendo di farsi identificarsi, è più facile chiedere  altre spiegazioni  sulle risposte. Però, questo può inibire i partecipanti, e per questo qualcuno  potrebbe non rispondere affatto.

Esser Consci Quando si Pongono Domande del tipo “SI” / “NO”

Molti sondaggi pongono solo domande alle quali rispondere  “si” o “no”. In questo modo, le risposte sono brevi, secche e facili da interpretare. Se fai una domanda con risposta si/no, puoi facilmente incolonnare i risultati per determinare le preferenze globali.

Il problema con queste risposte semplici si/no è che o è bianco o è nero (tutto o niente), e non lasciano spazio a nessuna gradazione di grigio. Spesso il partecipante ha una visione più articolata. Per esempio, uno può essere a volte contento di un argomento e non esserlo di un altro. Il partecipante non gradisce essere inquadrato in una serie di risposte si/no.

Il modo migliore è fare domande che consentano risposte in un range di valori. Per esempio, puoi chiedere allo Sponsor “quanto sei soddisfatto del progetto?”  e consentirgli di rispondere con un valore su una scala  da uno a cinque (o uno a dieci). In questo modo lo Sponsor può usare della discrezionalità.

Se è completamente soddisfatto può indicare cinque su cinque. Se è soddisfatto di molte cose, ma scontento di altre, può indicare quattro su cinque o sette su dieci.  Questi voti vengono raccolti dal  PMO e mediati per determinare il livello globale del successo.

Sondaggi Veloci e Frequenti, per Attuare il Miglioramento

Un sondaggio sull’utente può essere fatto alla fine di tutti progetti. Il sondaggio fornirà il feedback finale dell’utente su come le deliverable  sono rispondenti ai suoi bisogni e  come è stato eseguito il progetto. Però, se il sondaggio viene raccolto alla fine del progetto, il team non ha più possibilità di migliorare. Per i grandi progetti, il team dovrebbe eseguire dei sondaggi su base periodica, dalla metà alla fine del progetto. Se il progetto è grande abbastanza, il sondaggio può essere lanciato alla fine di ogni milestone principale. Lanciando troppi sondaggi, si rischia che vengano ignorati per mancanza di cambiamenti tra un sondaggio e l’altro. Però se non  se ne fa nessuno, è difficile capire il livello di prestazione dal punto di vista dell’utente e apportare migliorie sulla base del  suo feedback.

Leggi un interessante articolo sul Costo della Qualità Scadente

Se vuoi saperne di più, scarica l’eBook della Metodologia di Project Management TenStep in comodi file PDF, in lingua Italiana e  Inglese


ESPERIENZEDove sono i Sistemisti di una volta!

Senza alcuna polemica con le nuove generazioni, vittime inconsapevoli del caos che sta montando, racconto un’esperienza reale, inconcepibile quando ero Sistemista di grandi Sistemi IBM.

Forse gli anni ’80 sono stati gli anni d’oro della professionalità del Sistemista. A quei tempi, dopo una ragionevole gavetta si assumeva la responsabilità di un prodotto, di un sistema e poi di un cliente. Non viceversa.

Vengo ai fatti. Oggi un sito web è in balia di fornitori e esperti di ogni tipo. Ho pensato di estendere il sistema di sicurezza anche al secondo sito: www.pmtsi.com  per trasferirvi una serie di corsi “LIGHT” da proteggere e fornire  previo registrazione al sito.

  1. Installato il prodotto e vistolo funzionare ho pensato bene di aggiornare anche il tema del sito per avere tutto allineato senza bisogno di manutenzione per un certo periodo.
  2. L’aggiornamento del tema ha bloccato il sito. Sentito il supporto hanno diagnosticato che l’aggiornamento era incompatibile con il livello di software del server (PHP 5.6).
  3. Sempre il supporto del tema mi ha fornito una correzione per ripristinare la compatibilità con il server e sembra risolto il problema.
  4. Dopo un po’ il sistema si è bloccato di nuovo.
  5. Sentito il supporto del tema, diagnosticavano che era il prodotto di protezione a bloccare il sistema perché  era incompatibile con il livello del software dettato dal tema.
  6. Con disinvoltura eliminano il plugin (scusate il termine, avrei potuto dire il programma) che gestisce la protezione in ambiente wordpress.
  7. Il sistema ha ripreso a funzionare, ma senza rete di protezione. Fortunatamente lo stavo solo sperimentando.
  8. Ho coinvolto il provider del server e chiesto l’innalzamento del software di base (PHP).
  9. Ho coinvolto il provider del software di protezione chiedendo l’adeguamento del plugin.
  10. Risultato sto coordinando 4 entità sparse su almeno tre continenti . Gli attori di questo film siamo:
    1. io  – l’utente finale
    2. il fornitore del tema WordPress (ENFOLD)
    3. il fornitore di WordPress (open source)
    4. il fornitore del sistema di protezione (OSS)
    5. il provider del server Internet.

Purtroppo, ognuno va per la sua strada e il coordinamento delle compatibilità è lasciato completamente al caso.

Queste cose ai miei tempi d’oro non potevano assolutamente accadere. Ogni giorno garantivamo che il sistema avesse la configurazione giusta di livelli di software compatibili fra loro. Ma noi eravamo SISTEMISTI VERI  non web master!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Che peccato!


INIZIATIVE: Eventi o fatti significativi

Light Online Training

Formazione  semplificata a costi irrisori