Il Risveglio della Pubblica Amministrazione

PMI-EU-2020

Una montagna di fondi europei

Lo scorso novembre, il CEO del PMI ha incontrato i vertici  del Parlamento Europeo in una cena, spiegando come il PMI può aiutare a migliorare l’impatto del programma “Cohesion Policy” sui fondi dell’Unione Europea. (fonte: PM Today 2016/02)

Lo scopo del Programma è ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo dei vari paesi della Comunità Europea, promuovendo la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la competitività.

Il piano di finanziamenti per il periodo 2014-2020 è di oltre 351,8 miliardi di EURO.

  • I funzionari della Comunità Europea hanno sostenuto che è imperativo investire e gestire  bene questa montagna di soldi.
  • Il PMI ha confermato che l’applicazione del  Project Management è la via per migliorare la capacità delle varie nazioni di investire e gestire i fondi europei e fa parte della soluzione per avere successo con questo programma.

Cosa fa la Pubblica Amministrazione Italiana?

Non frequentando i palazzi, non posso dire se la PA fa molto o poco. Quello che è evidente a tutti è che in Italia troppe cose non funzionano. Ci sono tutte le disposizioni per ricompensare a peso d’oro i responsabili dei progetti, anche quando il progetto non va a buon fine.

La conoscenza condivisa  di una metodologia di Project Management potrebbe aiutare a gestire con professionalità e trasparenza più progetti, se ci fosse effettivamente la volontà di “ridurre la disparità tra i cittadini europei”. A parole sono tutti d’accordo, ma a fatti come stiamo?

Basterebbe sapere chi è responsabile di che cosa, per poter individuare senza ombra di dubbio perché tanti progetti della pubblica amministrazione lievitano nei tempi e nel budget e spesso finiscono con la solita “incompiuta” per mancanza di fondi.

Il Project Management è l’arte di far accadere le cose, riferendo puntualmente dello stato dell’arte, del budget speso e disponibile e del livello di qualità che si sta producendo. Ovviamente, non è ammissibile che siamo ancora alla farsa che per i riconoscimenti c’è sempre qualcuno da premiare, per i risultati mancati non c’è nessuna spiegazione.

Tante le leggi, pochi professionisti

In Italia, i progetti pubblici sono regolamentati dal Codice degli Appalti (D.Lgs 163/2006), legge che rispecchia fedelmente la mentalità degli italiani furbi: comprende 256 articoli e XXII allegati. E’ più lunga dell’intera Divina Commedia; infatti, rappresenta una “Commedia all’italiana”, non divina.

Nonostante le sue dimensioni, questa legge è continuamente sotto tiro, a causa delle continue violazioni per episodi di corruttela. Gli antichi dicevano: “fatta la legge, trovato l’inganno!

Intanto, la Commissione Europea propone il DGUE (Documento di Gara Unico Europeo), un formulario unico per accedere alle gare pubbliche, in versione elettronica e gratuito: l’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi di circa l’80%, producendo una auto-dichiarazione al posto dei documenti ufficiali, da presentare solo in caso di aggiudicazione e non più per tutti i partecipanti alla gara.

Per attuare le nuove disposizioni della Comunità Europea, il Parlamento Italiano sta abrogando il Codice Appalti (D.Lgs. 163/2006), sostituendolo con un nuovo Testo Unico detto “Codice dei contratti e delle concessioni pubbliche“. Il nuovo testo attuerà le varie direttive europee sull’assegnazione dei contratti di concessione, gli appalti pubblici e le procedure d’appalto nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali.

E’ previsto un riordino delle norme con nuovi criteri per l’aggiudicazione dell’offerta più vantaggiosa. Sarà necessario rimodulare  i criteri per aggiudicare al prezzo più basso o al massimo ribasso d’asta.

Cercasi Project Manager nella PA Italia

Alla luce di questi buoni propositi, ci si aspetta un fiorire di attività per acquisire le competenze necessarie, non solo per rispettare le nuove leggi, ma anche per allinearsi alla moderna gestione dei progetti adottando buone metodologie  che portino all’utilizzo di buone prassi.

Aldilà delle varie associazioni di esperti di Project Management, nella PA non è ancora fiorito un modello di unità tecnica che guidi e supporti i vari Project Manager secondo prassi e template condivisi.

  • Il PMO (Project Management Office), molto diffuso nel privato, dovrebbe diventare il cavallo di battaglia della Pubblica Amministrazione.
    • Ogni ente dovrebbe avere un piano di cambiamento  per raggiungere un livello di competenza accettabile in materia di gestione progetti secondo uno standard di riferimento (come proposto dal PMI ai vertici del Parlamento Europeo).
    • Ogni ente, sentito il proprio PMO, dovrebbe adottare una metodologia di project management allineata allo standard di riferimento.

 Standard = COSA FARE <===>  Metodologia  = COME FARLO!

  • Le certificazioni PMI (PMP, CAPM, PBA) dovrebbero essere diffuse tra i funzionari pubblici che si devono interfacciare con i professionisti dei fornitori della PA.
    • In sostanza, dovrebbero imparare ad utilizzare lo stesso linguaggio, smettendola di nascondersi dietro le norme, come il vituperato Codice degli Appalti (D.Lgs 163/2006).

L’apertura della Comunità Europea al PMI e il rinnovo del Codice  degli Appalti lasciano ben sperare nella riduzione della corruttela, migliore gestione dei progetti di opere pubbliche e nell’impiego oculato dei fondi comunitari.

Tutto ciò per dire che il cambiamento necessario per diventare una nazione migliore passa per la conoscenza del Project Management Moderno se vogliamo recuperare il degrado raggiunto.

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